Il presidio
Campionato italiano con le mitiche derive classe S a Follonica
Da oggi a domenica regate per le regine autocostruite Anche una mostra nella sede del Gruppo Vela Lni
FOLLONICA. Le mitiche derive classe S tornano a Follonica per il campionato italiano di categoria in programma da oggi a domenica.
È una delle imbarcazioni storiche della vela italiana la cui nascita risale addirittura al 1949 quando la progenitrice dell'attuale Federazione italiana vela, allora Usvai, inventò due categorie di barche derive mobili a restrizione: fissati alcuni parametri, i costruttori potevano sbizzarrirsi sulle varie forme e componenti per come allora si conosceva la tecnica e la fisica della vela. Nacquero così la U, o 5,50 dove si esaltò per qualche anno il velista follonichese Lido Ricceri, e la S o 4,50 adatta ai mari di Toscana e Liguria: barche in legno autocostruite, spesso non da falegnami o solo con la parziale collaborazione di questi artigiani. L'officina Ricceri, proprio con Lido, divenne anche realizzatrice e costruttrice di attrezzature in acciaio per le barche locali, pezzi quasi unici, robusti e funzionali. Follonica, senza alcuna tradizione, divenne così un centro importante per la deriva S: il culmine tra il '62 ed il '65, quando Vittorio “Mondialino” e Alfio Bernardeschi con la barca “Stefania” soprattutto e poi con la “Lalla” (le due donne di casa, figlia e moglie) conquistano due titoli nazionali ed altrettanti piazzamenti sul podio. Poi il lento declino delle derive autocostruite fino all'arrivo del monotipo in vetroresina. Oggi ci sono ancora appassionati di questa imbarcazione, veloce e nervosa e, proprio nel 50º anniversario del secondo titolo italiano di Vittorio Bernardeschi, questa classe torna a Follonica per il suo campionato nazionale, organizzato dal Gruppo Vela Lni; in acqua soprattutto equipaggi toscani compresi i locali Mencaroni-Bracali, ma anche qualche lombardo e ligure. La kermesse sarà l'occasione per ricordare una stagione importante della vela italiana. Prevista, nella sede della Lni, una piccola mostra (documenti originali delle stazze, piani velici e costruttivi, foto e materiali d'epoca) e l'anteprima del restauro della seconda barca di “Mondialino”, che sta curando Stefano Barbi.
Michele Nannini
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