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Ceniccola: «Siamo operativi e pronti a firmare»

Ceniccola: «Siamo operativi e pronti a firmare»

Il referente della cordata che sta acquistando il Grifone conferma l’intenzione di andare avanti

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GROSSETO. «Sinceramente non so di cosa mi stia parlando, per noi è tutto a posto».

Sono le prime parole di Enrico Ceniccola, raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio. Il commercialista romano, ex guardalinee di serie A, cui fa riferimento il gruppo di soci che starebbe per rilevare le quote del Grosseto da Piero Camilli.

Il condizionale è d'obbligo, visto quanto accaduto ieri, eppure, la versione dei potenziali compratori e per adesso, ancora virtuali nuovi proprietari, è ben diversa da quanto raccontato dalla controparte.

«Noi siamo pronti per firmare l'atto di cessione delle quote – racconta Ceniccola – quando abbiamo firmato il compromesso, ci siamo dati la data del 21 agosto, per concludere l'operazione, in quanto il notaio di fiducia di Piero Camilli era in ferie. Aspettiamo che ci confermi l'appuntamento e faremo quanto detto».

Ma nessuno ieri si è fatto sentire?

«Sinceramente no. Neppure i soci che rappresento. Per quanto ne so, è tutto regolare. Nel senso che siamo già operativi, anche sul mercato».

Ma la squadra non doveva partire ieri per il ritiro a Montedinove?

«Guardi, mister Venturi, insieme con 13 giocatori, si stanno già allenando nel ritiro delle Marche. Domani (oggi, ndr), sosterranno anche una doppia seduta. Stiamo anche lavorando per portare altri giocatori in biancorosso Chiaro però che fintanto che il tutto non avrà il crisma dell'ufficialità, noi non possiamo certo agire in nome dell'Us Grosseto. Tutto però, procede secondo quanto da noi programmato».

Quindi non rimane che attendere giovedì prossimo?

«Per quanto ne sappia io si. Poi è chiaro, ad oggi è stato siglato solo un compromesso tra le parti. Se il dottor Camilli ritiene di volersi tirare indietro, noi possiamo farci ben poco, ma mi sembrerebbe veramente strano tutto questo. In ogni caso, ad oggi il Grosseto è sempre della famiglia Camilli, per cui sta solo a lui decidere il da farsi. Noi, e parlo a nome dei soci che rappresento, siamo ben determinati ad andare avanti. Abbiamo già sostenuto anche delle spese, come potete ben capire, per cui mi sembra strano che possa andare tutto a monte. In ogni caso, se Piero Camilli dovesse cambiare idea prima del 21, immagino che ce lo farà sapere».

Insomma, la novella dell'estate 2014 va avanti, tanto che ad oggi, sembra quasi che il Grosseto abbia due squadre; una in città. L'altra nelle Marche.

Paolo Franzò

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