Il presidente Mansi dice no al Grifone: «Ora non ho tempo»
Sfuma la speranza di Camilli che aveva fatto il nome del patron del Gavorrano: nessuna iscrizione per i biancorossi
GROSSETO. «Francamente, non so neppure di cosa si stia parlando». Così risponde l'ingegner Luigi Mansi, raggiunto telefonicamente a Milano. Cordiale come sempre, il patron del Gavorrano, tirato dentro alla querelle legata al futuro del Grosseto dalle parole di Piero Camilli. Parole, quelle del patron del Grifone che di fatto non aggiungono niente a quanto da lui già dichiarato più volte nell'ultimo periodo. Un Camilli che ha ribadito che non iscriverà l'Unione Sportiva al prossimo campionato e che a un certo punto dice di sperare proprio in Luigi Mansi, per il futuro delle sorti del Grifone.
«Ho altri pensieri per la testa in questo momento – aggiunge ancora Mansi – legati alle mie attività imprenditoriali. Tranne le partite della nazionale che per altro non mi hanno neppure divertito troppo, non ho proprio tempo di seguire il calcio in questo momento, ragion per cui non capisco proprio perché debba esser fatto il mio nome». Insomma un altro buco nell'acqua, per quelli del partito che speravano in colui che era stato, assieme al compianto presidente Matteini, l'artefice del miracolo Gavorrano.
Tra le varie ipotesi che erano circolate, quella di un “Gavorrano-Grosseto” ai nastri di partenza della prossima serie D, col titolo sportivo dell'Unione Sportiva che va verso la liquidazione, riacquistabile l'anno successivo.
Niente di tutto questo. In D ci sarà solo il Gavorrano e a questo punto è altamente probabile che i minerari diventino la prima squadra della provincia, perché se tra una settimana (questo il tempo rimasto alla speranza biancorossa) nessuno presenterà l'iscrizione con tanto di 600mila euro di fidejussione, il Grosseto giocherà nei dilettanti (in Eccellenza?) sempre che qualcuno se ne faccia carico.
Di voci in giro se ne sono sentite tante, le più disparate, ma di concreto non è venuto fuori nulla. Difficile anche illudere i tifosi su fantomatiche trattative in corso, di cui nessuno conosce alcun dettaglio, mentre le parole di Piero Camilli, che per la verità ripete da tempo questo ritornello), sembrano ogni volta cadere nel vuoto. Così i tifosi si spaccano tra chi spera che l'attuale proprietà si metta una mano sul cuore e quelli che invece, esasperati, sperano di resettare tutto quanto e ripartire da capo, con una nuova società. Dove stia la verità, difficile dirlo. Probabilmente a metà del guado. Di certo l'immobilismo della città è imbarazzante e ricorda un recente passato, ancora non del tutto digerito dagli sportivi. Le sabbie mobili ingoiano il Grifone lentamente, per un'agonia snervante che promette di durare ancora per un'intera settimana.
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