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Albinia, più che il rigore parato conta il punto conquistato

di Paolo Mastracca
Albinia, più che il rigore parato conta il punto conquistato

ALBINIA. “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”....

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ALBINIA. “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”.

Chissà se domenica sera le parole di questa canzone cult di Francesco De Gregori saranno risuonate nella testa di Gigi Consonni dopo il rigore fallito (in realtà parato) a tempo scaduto sul campo del Foiano. Un penalty che aveva un peso specifico molto superiore rispetto alla possibilità di conseguire una vittoria, era il grimaldello per regalare concrete prospettive di salvezza all'Albinia.

Il coraggio e l'altruismo non sono mancati a Consonni che si è fatto carico di quella responsabilità che ti fa vedere la porta piccola e ti fa sembrare il pallone enorme e pesante. Nel calcio non mancano esempi clamorosi di numeri 10 che non hanno realizzato un calcio di rigore, è capitato a Maradona, è successo a Baggio in una finale mondiale e Consonni non è stato il primo e non sarà senz'altro l'ultimo. Magari conviene guardare il bicchiere mezzo pieno considerando che l'Albinia ha raddrizzato ad un minuto dalla fine con il gol di Lorenzini una partita che sembrava persa.

Mister Andretta ha indovinato tutti i cambi e l'ingresso di Casamonti poteva essere la mossa vincente visto che è stato proprio il giovane attaccante a procurarsi il calcio di rigore che ha offerto per pochi attimi l’illusione di rappresentare l'episodio della svolta. In tali casi si cerca anche di dare un'interpretazione a ciò che è avvenuto, per cui c'è chi ritiene che l'errore di Consonni sia il segnale inequivocabile di un destino segnato.

Un'altra corrente di pensiero invece sostiene che il pareggio conquistato nel finale sia il segnale che finché c'è vita c'è speranza e pertanto fino a quando la matematica concede chances l'Albinia è in grado di salvarsi. Mancano appena tre partite alla fine del campionato e la strada è tutta in salita ma domenica prossima al Combi arriva il Chiusi che precede in classifica di due soli punti l'Albinia.

In questo match non possono essere contemplati risultati diversi dalla vittoria, soltanto la conquista dei tre punti garantirebbe un sorpasso in classifica degno di quelli che hanno reso celebre Valentino Rossi. Ed in tale caso anziché la canzone di Francesco De Gregori potrebbero risuonare le parole di Arisa con cui ha vinto il festival di Sanremo: “viaggiando controvento risolverò”. Quando tutto sembra contro, anche il destino, un gol può risolvere la situazione. Tutta Albinia attende quel gol risolutore.

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