Una sfida che vale i playoff per il debutto di Leo Acori
Allo Zecchini arriva il Gubbio e il neo mister svela solamente il modulo: 4-2-3-1 «No ai lanci lunghi, sapete bene che prediligo il gioco e la manovra»
GROSSETO. «Con il Gubbio è fondamentale vincere». E' il concetto di base espresso ieri dal neo tecnico biancorosso, Leo Acori. Parte oggi l'avventura del quarto allenatore di questa strana stagione biancorossa e, con solo 12 partite alla fine del campionato e i 3 punti che di giornata in giornata verranno assegnati a chi non giocherà più contro la Nocerina, tutto diventa maledettamente più complicato. Quella con gli eugubini è di fatto una vera e propria sfida diretta per i playoff, con gli umbri che in classifica sono adesso subito alle spalle del Grifone, ma che di fatto gli sono davanti, proprio per quanto provocato dall'esclusione dei molossi dal campionato. Assenti i soli Legittimo (squalificato) e Mancini (infortunato), Acori parte senza novità derivanti dal mercato, ma con il resto della rosa a disposizione e in buone condizioni.
«Giocheremo col 4-2-3-1 di partenza che a gara in corso, potrà diventare un 4-3-3 - svela il tecnico unionista che per il resto, lascia aperto qualche dubbio - La formazione non ve la dico, lasciatemi almeno questo. Sono abituato a comunicarla prima alla squadra». Certa solo la linea a 4 della difesa. Certi quei due davanti. I dubbi stanno tutti nel mezzo, oltre che tra i pali, dove solo alle 14.30 scopriremo se in porta torna Lanni o va avanti Maurantonio. «Obodo ha recuperato, sta abbastanza bene, vediamo un attimo – aggiunge ancora Acori - Per me, tutti i 18 giocatori che vengono con me tra campo e panchina, sono importanti. Chi subentra deve sempre farsi trovare pronto e spesso i cambi sono determinanti. Ma quello che sarà importante con il Gubbio sarà l'atteggiamento. Voglio una squadra concentrata, equilibrata e organizzata. Non dobbiamo attaccare in maniera dissennata. Guai farsi trovare scoperti. No ai lanci lunghi. Sapete che prediligo il gioco e la manovra. Certo, in soli 5 giorni di lavoro nessuno può fare miracoli. Ma qualcosa di specifico l'abbiamo fatto; lavorato sulle palle inattive e sui movimenti in campo». Esposito? «E' un giocatore che metterò alla prova. Uno di quelli che in allenamento ti riempono gli occhi, ma che poi vanno visti in partita. Un bravo ragazzo e un lavoratore. Starà a lui poi far bene sul campo».
Il terreno pesante potrebbe modificare alcune scelte. Obodo o Ricci accanto a Perini sulla mediana? Onescu o Esposito sulla corsia destra? In ogni caso, come ha detto Acori, oggi conta solo vincere.
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