Turchi torna a correre «Ho un conto in sospeso»
Il pilota riparte con il Rally dei Faraoni dopo il brutto incidente di un anno fa Tra gli obiettivi anche l’Africa Eco Race ma gli sponsor non si fanno avanti
GROSSETO. Il guerriero è tornato. Il grossetano Stefano Turchi, riprende a gareggiare in sella alla sua fedele Ktm, dopo il grave incidente in cui era rimasto coinvolto negli ultimi giorni del 2012 all’Africa Race, gara che ripercorreva le piste della più famosa Parigi Dakar e che aveva messo seriamente a rischio la sua carriera di motociclista.
Ma Stefano non è uno che molla facilmente. È abituato a lottare, anche nelle situazioni più difficili. E non potrebbe che essere così per uno come lui, che ha fatto del pericolo la sua professione, visto che presta servizio come vigile del fuoco nella squadra dei sommozzatori e di rischi in questi anni di carriera ne ha corsi tanti, a cominciare dalle immersioni effettuato dopo il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio.
A distanza di tanto tempo, Turchi non ricorda ancora la dinamica dell’incidente. Era esattamente un anno fa. Il grossetano stava correndo da protagonista, la terza tappa dell'Africa Eco Race lungo le piste del Marocco, quando improvvisamente cadde a terra, disarcionato dalla sua moto. Privo di conoscenza fu ricoverato nell'ospedale di Gulmine, con un forte trauma cranico e una clavicola incrinata, per la pesante botta riportata nell'incidente a circa 100 chilometri dall'arrivo di Icht dopo circa 525 chilometri di corsa.
«Stava andando tutto bene - ricorda il pilota maremmano - Dopo due tappe ero primo in classifica generale».
«Avevo condotto la gara controllando agevolmente i miei avversari - prosegue Turchi - arrivando primo, sia nello speciale, che al traguardo di tappa. Avevo ormai percorso circa tre quarti di pista e l'arrivo era a circa cento chilometri, quando improvvisamente la moto mi ha sbalzato in avanti e dal quel momento tutto è diventato buio nero nella mia mente».
Dopo sono seguiti lunghi mesi di riabilitazione a causa dei frequenti giramenti di testa, sommati dalla fatica a rimanere in piedi. Ma la passione di Stefano per tornare a correre in sella alla sua Ktm ha preso il sopravvento.
Concluse le terapie, ecco arrivare la fine di un incubo e l'emozione di tornare a correre in una gara impegnativa come il Sardegna Rally Race, prova valida per il “campionato del mondo rally”.
Una carriera iniziata nel 2001 con il primo Rally dei Faraoni, che poi sarebbero diventati addirittura cinque. Ai quali si aggiunge un Rally di Abu Dhabi e due Sardegna Rally Race, solo per le gare valide per il Mondiale, più altre gare minori, in giro per il mondo.
Nel 2011 con sole tre gare disputate su quattro del mondiale, si piazza terzo nella classifica generale della Coppa del Mondo Rally, Categoria Open, contando solo sulle proprie forze, con pochi sponsor e senza una scuderia alle spalle a supportarlo.
Fino ad arrivare ai giorni nostri. Stefano è pronto a ripartire.
Nel 2014 ha già in programma il Rally dei Faraoni che si correrà a maggio, con la speranza di trovare le risorse per fare anche altro, specialmente l’Africa Eco Race con la quale ha un conto in sospeso, ma nel caso arrivasse altro, perché no, anche la Dakar in Sud America. Turchi non è solo. Ci sono alcuni amici che stanno lavorando.
Purtroppo, come è già accaduto in altri sport, Grosseto sembra essersi dimenticata di lui.
A parte alcune ditte, come la Vemar e il Vitamin Store, che lo stanno supportando in questo periodo, all'orizzonte non si prospetta altro.
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