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Gavorrano, per fare l’impresa serve cattiveria

Gavorrano, per fare l’impresa serve cattiveria

La salvezza non è impossibile, a patto che l’attacco si sblocchi e che la squadra reagisca

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GAVORRANO. Prendiamo il Cagliari nello scorso campionato di Serie A. Alla fine del giorne d’andata aveva la miseria di 16 punti e se ne stava in fondo alla classifica già dato per spacciato. Poi una brusca inversione di tendenza, un rullino da Champions e una salvezza conquistata in anticipo.

Ecco: l’impresa della squadra sarda dimostra che nel calcio non c’è nulla di scritto finché non c’è la condanna matematica, basta non arrendersi. Ed è proprio su questo punto che deve lavorare Marco Masi. Sin dai primi giorni, il tecnico pisano ha detto di aver visto nei suoi ragazzi la voglia di una svolta, che era su quella che doveva partire il nuovo corso, ma ancora non si è vista sul campo.

Lo spettacolo visto domenica contro il Cosenza, con i giocatori in balìa di tecniche e sfottò dell’avversario, deve quindi essere un campanello di allarme per la squadra. Serve cattiveria, fame, stimoli che ti costringono a lottare fino all’ultimo. Solo da qui può ripartire una rincorsa verso la salvezza ad oggi molto complicata.

Il Gavorrano è a ben 10 punti dalla salvezza diretta e a 5 dall’accesso ai playout, con altrettante squadre davanti a sé in lotta per aggiudicarsi un posto. La missione non è impossibile e a volte basta davvero poco per gettarsi alle spalle una crisi. Qualche risultato utile consecutivo, un morale che inizia a crescere e maggiore fiducia in se stessi.

A volte insomma basta sbloccarsi. Ma ci sono anche dei problemi più strettamente tecnici, come quell’attacco che non segna da cinque partite e che, soprattutto, non riesce a creare occasioni concrete. «È il reparto psicologicamente più in difficoltà» ha detto Masi nei giorni scorsi, prevedendo in un gol, anche qui, l’unica medicina possibile per sbloccarsi. Ma c’è anche un’altra questione di cui si sta discutendo al Malservisi-Matteini: questa squadra ha davvero tutti i numeri per salvarsi? Un dubbio che si rincorre, in vista del calcio mercato di gennaio. «Ogni cosa a suo tempo» ha detto il presidente Paolo Balloni.

Alfredo Faetti

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