Giovio e Pergolizzi domani si ritrovano su fronti opposti
Il tecnico marchigiano era stato allenatore della punta quando entrambi erano alla Primavera del Palermo
GROSSETO. Tra le curiosità della gara di domani con l'Ascoli, l'incrocio tra il tecnico dei marchigiani, Rosario Pergolizzi e l'attaccante biancorosso, Marco Giovio. I due, si ritrovano dopo qualche stagione, ma stavolta da avversari. Si perché fu proprio Pergolizzi, allora allenatore della Primavera del Palermo, dove Giovio giocava, a credere in questo ragazzo comasco, ripagato quell'anno a suon di gol (ben 17), peggio solo di Mattia Destro. Da allora, Pergolizzi e Giovio hanno seguito percorsi diversi. Per quanto concerne l'attaccante biancorosso, ancora giovanissimo (23 anni), finalmente la stagione giusta per dimostrare tutto il proprio valore. Lui che aveva esordito giovanissimo, ad appena 17 anni col Varese in C2, vestito le maglie delle nazionali Under 19 e Under 20.
Inserito nell'affare Pinilla, sembrava in quel momento, un giovanotto di grandi prospettive. Ma non tutti nel calcio, maturano alla stessa età. Forse, la serie B era arrivata troppo presto. Forse, è sempre mancata una certa fiducia nei suoi confronti, dagli allenatori di turno. Oggi, mister Cuoghi di lui dice: «Non voglio parlare di mercato adesso e di attaccanti. Abbiamo Giovio che ha segnato 2 gol in 2 partite, prima della squalifica. Potenzialmente, ha una media gol importante. Prima, voglio vederlo giocare con continuità. Magari l'attaccante che voi dite che ci manca, invece ce lo abbiamo in casa». Questo si, un bell'attestato di stima.
E domani finalmente, Giovio può tornare a giocare, dopo una squalifica cui si è aggiunta una gara rinviata che alla fine lo hanno tenuto lontano dal campo di gara, per oltre 3 settimane. Un'eternità, per uno che ha voglia finalmente di farsi vedere. Di fare qualcosa d'importante. Per uno che finalmente, è il titolare di quella maglia in attacco, dopo stagioni troppo lunghe, in attesa di un’occasione che non arrivava mai. A vederlo in allenamento, il giocatore c'è. È cresciuto, sicuramente anche nell'autostima. Anche quell'espulsione, con il Benevento, era ancora figlia, probabilmente, di quel troppo tempo trascorso ai margini. Un po' come era successo anche a Formiconi, oggi addirittura capitano di questa squadra, in attesa del recupero di Delvecchio. Alzi la mano chi ci avrebbe scommesso un euro, soltanto un anno fa? E pure Formiconi, al pari di Giovio, di bocconi amari ne ha mandati giù, tanto che spesso ci si dimenticava anche della sua presenza in rosa.
Oggi, il ragazzo che arrivò dall'Udinese, sfreccia sulla corsia destra che è una bellezza e crossa che è un piacere. Spesso proprio per Giovio. Altro che Donati. Strano il calcio vero? Con il compagno di un anno fa che oggi gira l'Europa in Champions.
Stamani la rifinitura, poi il tecnico biancorosso dirà le ultime prima della gara contro l'Ascoli. Ma grandi sorprese di formazione, non ce ne dovrebbero essere, con forse la novità Bombagi, in campo dal primo minuto.
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