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Con Renaioli la squadra vola. E domenica arriva il Picchi
MANCIANO. Nemo propheta in patria è l'espressione più famosa della lingua latina che sta a significare la difficoltà di emergere nei luoghi dove si è nati. Un'affermazione che spesso trova riscontro...
MANCIANO. Nemo propheta in patria è l'espressione più famosa della lingua latina che sta a significare la difficoltà di emergere nei luoghi dove si è nati.
Un'affermazione che spesso trova riscontro nella realtà ma che talvolta ha anche eccezioni rilevanti.
Nel calcio maremmano Alessandro Renaioli sta ribaltando la situazione. Lui è mancianese doc ed alla guida della squadra biancorossa sta scrivendo pagine indelebili di storia calcistica.
Per Renaioli non sembrano esserci problemi ad evidenziare le sue qualità di allenatore nel paese che ha nel cuore, il luogo dove è nato, vive e lavora.
Dopo avere vinto la coppa Toscana di prima categoria, un successo che in passato era riuscito soltanto al Gavorrano tra le squadre grossetane, adesso potrebbe fare un altro salto nella storia. Infatti domenica prossima arriva al Niccolai l'Armando Picchi Livorno, attuale leader della classifica ed in caso di successo il Manciano potrebbe volare in vetta alla classifica del campionato di Promozione.
Sia chiaro, per centrare questo traguardo, oltre al successo sulla formazione labronica è necessario che il Gracciano ed il Gambassi non vincano nelle rispettive trasferte di San Donato e Piombino. Il direttore generale Arnaldo Biondi predica che “l'unico obiettivo è la salvezza” ma ammette che “i numeri dicono questo”. Se tutti i risultati dovessero sincronizzarsi il Manciano scriverebbe un'altra pagina indelebile della propria storia calcistica, visto che nelle tre precedenti esperienze in Promozione a cavallo tra gli anni ottanta e novanta la squadra biancorossa non aveva mai fatto capolino in vetta alla classifica.
Tutto ciò vorrebbe dire avere fatto meglio di uno squadrone guidato dal compianto Bruno Chinellato che aveva giocatori del calibro di Colapietro, Petronilli e Tamalio, oltre ai mancianesi Paolo Rossi e Andrea Brotini.
Adesso, tanto per restare in tema, i mancianesi sono i fratelli Tommaso e Mattia Laghi, Contini, Manini ed il capitano Margiacchi. Anche loro vogliono seguire le orme di Alessandro Renaioli e sfatare l'affermazione che nessuno è profeta in patria. Manciano non aspetta altro che festeggiare un altro trionfo.
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