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Guerra fratricida sui campi di calcio Monito della Tacconi
Caso Follonica, l’assessore richiama alla collaborazione «Più investimenti sul settore giovanile e meno liti interne»
GROSSETO. «Il futuro del calcio maremmano passa necessariamente dagli investimenti sul settore giovanile e da una maggiore collaborazione tra le società».
L'assessore provinciale allo sport, Cinzia Tacconi, riflette a voce alta sulla situazione del mondo del pallone in Maremma, partendo dalla "guerra interna" in atto a Follonica da qualche settimana, tra i consiglieri dell'Unione sportiva, la società nata nell'estate 2012 dalla fusione tra la Fc Follonica e il Golfo.
«Lo scorso anno - sottolinea Cinzia Tacconi - fu fatta una cosa intelligente nel fondere le due realtà cittadine in una sola. Una decisione saggia per una migliore politica dei giovani, ma anche per l'uso degli impianti sportivi».
«In questi giorni - aggiunge l'assessore provinciale - si corre però il rischio che si torni a due sodalizi a causa di vecchie ruggini tra i consiglieri, tanto che il presidente Pacini si è anche visto costretto a ritirare le dimissioni, poi rientrate. Vanno messe da parte le strumentalizzazioni e serve coesione per tornare a insegnare ai ragazzi i valori dello sport ed il gioco di squadra».
Nelle scorse settimane c'è stato anche un accordo con il settore giovanile del Grosseto...
«È un fatto positivo, come l'accordo sancito dal Gavorrano con il Saurorispescia. Si dà la possibilità ai giovani di avere una vetrina più importante. I ragazzi, però, non devono farsi illusioni: solo uno su mille diventa come Messi o Balotelli; loro devono studiare e praticare lo sport per divertirsi e il calcio deve solo aiutarli a crescere».
L'assessore Tacconi è dispiaciuta del fatto che tra le prime squadre del vasto territorio nessuna sia riuscita a coagulare le altre realtà «a cominciare dal Grosseto, che in sei anni di serie B non ha mai richiamato spettatori dal resto della provincia. Domenica scorsa sono stata a Gavorrano e ho trovato spalti vuoti: è chiaro che la società deve portare i suoi confini oltre il comune. In Maremma ci sono tante altre realtà, come l'Albinia che partecipa all'Eccellenza con tanti talenti locali in rosa, ma anche il Manciano e il San Donato, che sono società in cui arde la passione per il gioco».
Qual è il suo consiglio?
«Bisogna lavorare su più aspetti, investendo sul settore giovanile, ma anche sull'impiantistica, come ha fatto l'Invicta Calcio, realizzando tre splendidi campi in via Calabria. Nel contempo occorre lavorare con le società vicine, con iniziative aggreganti. Se si riescono a fare accordi, e Grosseto e Gavorrano ce lo dimostrano, le distanze non sono un problema. Alle prime squadre va lasciato il compito di essere di esempio e di stimolo per i più giovani, ma vanno prima create le condizioni per far ritornare il pubblico sugli spalti».
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