Il Tirreno

Grosseto

L’ottimismo di Orrico ha risollevato il Gavorrano

L’ottimismo di Orrico ha risollevato il Gavorrano

Dalla zona playoff agli spareggi-salvezza: storia di una stagione piena di difficoltà e paure

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Nella prima giornata del girone di ritorno, il Gavorrano era a ridosso della zona playoff. A metà aprile, invece, era terz’ultimo, sprofondato in un abisso di risultati negativi. Alla fine però ce l’ha fatta a giocarsi la salvezza ai playout contro l’Hinterreggio, grazie anche alla scossa che il nuovo allenatore Corrado Orrico ha dato a tutto l’ambiente rossoblù. «Un po’ di fatalismo fa bene» ha detto l’ex Inter durante una delle prime conferenze stampa, come a dire che a questo punto tanto valeva giocarsela e sperare. Ed è stato qui, nello scrollarsi di dosso paure e pensieri, che il Gavorrano ha riacceso la speranza perduta.

È stata un’annata molto strana per i minerari, fatta di alti e bassi e non solo in classifica. C’è stato l’andamento altalenante di alcuni giocatori, gli errori arbitrali, i cali e l’ingenuità data dalla giovane età della squadra. Una serie di mix che ha provato sulla sua pelle, in primis, l’ex tecnico Renato Buso, convinto a inizio anno di poter proseguire il cammino iniziato con la stagione 2011/2012, quando il Gavorrano ha chiuso la stagione al quinto posto. A settembre però gente come Giordano Fioretti e Manul Pucciarelli non c’erano più e si è iniziato a fare i conti con un’altra squadra, che nonostante non brillasse più di certe stella ha continuato a viaggiare a ritmi sostenuti.

E oggi tornano in mente le parole dell’allenatore veneto, quando predicava «calma», ribadendo che occorreva impegnarsi «per raggiungere la salvezza». Tant’è che al giro di boa i minerari hanno iniziato a faticare. L’occhio attento di Orrico ha forse catturato il nocciolo della questione poco dopo il suo arrivo. L’ex Inter infatti nel corso di un dialogo con i giornalisti ha spiegato che «i giovani fanno alla svelta ad entusiasmarsi, ma se non li tieni protetti dalle pressioni rischiano di perdersi quando le cose vanno male». E nel 2013 non potevano andare peggio, visto che il Gavorrano ha infilato una serie di sconfitte interrotta di tanto in tanto con qualche risultato utile. Una discesa che è costata la panchina a Buso dopo la partita casalinga contro il Borgo a Buggiano (persa per 4 a 1), quando ormai le speranze sembravano perse.

Ci ha pensato Orrico ad entrare nella testa della squadra e a dargli nuovamente la spinta giusta. «Un po’ di fatalismo serve». Un ottimismo ripagato dai campi, sia su quelli dove il Gavorrano ha iniziato a ingranare, sia su quelli dove le dirette concorrenti sono state fermate dagli avversari. Adesso però i minerari non devono minimamente pensare di aver raggiunto l’obiettivo. A dire il vero la battaglia è appena iniziata. Se tutto andrà bene con l’Hinterreggio, mancano ancora quattro partite alla salvezza. Ben resti quindi il fatalismo, ma con lui serve anche tenere alta la concentrazione.

Alfredo Faetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani