Italia
Vercelli-Grosseto, la sfida tra le peggiori della serie B
Moriero porta in Piemonte tutti e 23 i giocatori, compreso Faenzi della Primavera Lupoli non ce la fa, probabile il rientro di Padella al fianco di Feltscher
GROSSETO. Novanta minuti per scegliere la squadra peggiore di questo campionato. Novanta minuti per sperare ancora, per la squadra di Braghin, oppure per dimostrare con i fatti che quell'ultimo posto in classifica non è quel che merita questo Grosseto.
Si sfidano le peggiori difese del campionato, ma pure i rispettivi attacchi non hanno certo fatto meglio in 38 partite di campionato. I biancorossi senza penalizzazione sarebbero a 2 lunghezze dai piemontesi e, in caso di vittoria, almeno virtualmente potranno superarli in classifica. Una piccola soddisfazione che nulla toglierà però alle delusioni e alle amarezze, vissute sino ad oggi dai tifosi unionisti.
Per l'occasione, Francesco Moriero porta con sé addirittura 23 giocatori, compreso lo squalificato Delvecchio che evidentemente all'interno dello spogliatoio deve avere a questo punto un peso molto importante. Una sorta di vice di fiducia per Moriero che lo porta in Piemonte malgrado le 3 giornate di squalifica rimediate dall'ex leccese.
Non è l'unica curiosità delle convocazioni di ieri. C'è anche il giovanissimo Giulio Faenzi, 19 anni: dicono sia una promessa della Primavera biancorossa che come quelli più grandi ha vissuto una stagione da dimenticare, ultima in classifica. Non recupera invece Lupoli che pareva pronto per rientrare in gioco. L'ex viola resta a casa, con Mancino, Iorio e Barba. C'è invece Jadid, anche se non crediamo che Moriero lo farà partire dal primo minuto. Probabile il rientro di Padella al centro della difesa, al fianco di Feltscher, con Donati e Calderoni sulle corsie. Obodo e Mandorlini sono i favoriti per sostituire Delvecchio e Crimi. Poi, Brugman, Soddimo, Gimenez e Som si giocano 3 maglie alle spalle di un Piovaccari che sembra aver smarrito la via del gol.
E se ci sarà un calcio di rigore per il Grosseto, chi calcerà? Solo una piccola provocazione, niente di più. Andare avanti con questo fardello in realtà non deve essere facile per nessuno. Senza più obiettivi, senza più sogni, senza più speranze. Chiedere alla squadra di onorare la maglia, è ormai un ritornello d'obbligo. Giocare con dignità, una banalità da dover ripetere e scrivere. Ma la verità è che tutti quanti non vediamo l'ora di voltar pagina, perché di fatto questo campionato, è finito da mesi. La vera partita si gioca altrove. In quelle stanze dove Camilli prenderà la decisione finale.
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