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Ceciarini si dimette «Mazzei si rimangia tutte le promesse»
Decisione choc del presidente del Bsc per il caso Jannella «Una lettera a Bonifazi e Borghi per superare lo stallo»
GROSSETO. Nuovo clamoroso colpo di scena nella “guerra degli impianti”. Il presidente del Bsc Grosseto 1952 Massimo Ceciarini, al termine di una interminabile riunione del consiglio di amministrazione, ha rassegnato le dimissioni dopo aver «preso atto che il gestore Mazzei nega lo Jannella ai Ragazzi e Allievi (in tutto quaranta atleti) della BSC iscritti a campionati federali, rimangiandosi quanto accettato di concedere dopo estenuanti trattative a fine marzo e limitando l'uso dello Jannella, peraltro in una parte limitata e lontana dal diamante, alla sola scuola baseball, i cui iscritti sono visti evidentemente come dei piccoli vandali, provocando una situazione di stallo e di difficoltà gestionale della attività agonistica».
«Mazzei, andando contro la delibera comunale e quanto affermando durante i vari incontri - spiega Ceciarini - sostiene di averci concesso lo Jannella solo per la scuola baseball, sistemata in una non ben precisata zona esterna e di aver fatto da tramite con il presidente dello Junior Pancellini per la disponibilità delle ore in cui far allenare le squadre Ragazzi e Allievi. Alla resa dei conti le due squadre non hanno un campo e si devono continuare a frequentare il parco pubblico di via Giotto, giocando con palline di plastica».
«Ci sentiamo obbligati - prosegue l'avvocato - nei confronti dei ragazzi e dei genitori. Ai giovani atleti basta giocare, ma in questa maniera non si può lavorare sulla loro crescita. Ragazzi e Allievi hanno disputato due incontri senza effettuare un allenamento. Non può andare avanti così».
L'avvocato Ceciarini ha inviato al sindaco Bonifazi, al vicesindaco-assessore Borghi e al dirigente del servizio contratti e sport, un'istanza («che costituisce l'ultimo tentativo di sbloccare la situazione e di dimostrare la serietà di intenti e le capacità di assumersi oneri e responsabilità da parte di questa società di nuova costituzione») nella quale ripercorre le tappe di questa storia infinita, che hanno portato a questo ultimo eclatante gesto, che sarà seguito con l'uscita di scena di altri consiglieri.
«Si è dovuto constatare con rammarico -dice il presidente del Bsc - che l'amministrazione comunale non si è più voluta attivare, come aveva iniziato a fare mantenendo l'originaria promessa, per dirimere la questione che trascende una semplice diatriba tra società sportive involgendo invece aspetti di rilevanza sociale importante, come l'uso degli impianti della collettività e la integrazione fra ragazzi di diverse etnie e culture insita nella pratica sportiva».
«Credevo di dover pensare solo al baseball - mastica amaro Ceciarini - ho sperato fino all'ultimo che le ragioni di questa nuova società che in poco tempo ha raccolto ben oltre cento giovani e li ha avviati all'attività sportiva completamente gratuita (con l'abnegazione e sacrificio di tanti tecnici, dirigenti e genitori dei ragazzi) fossero considerate ben altro che “propaganda” come il gestore Mazzei ha osato poco sportivamente definirla recentemente».
Massimo Ceciarini tocca infine il tasto del futuro: «Siamo nati a dicembre con l'obiettivo di far rinascere il baseball a Grosseto, ma queste polemiche, la situazione di stallo ci privano di credibilità nei confronti di aziende intenzionate ad investire su di noi. L'obiettivo era creare un pool di sponsor per portare avanti il progetto, ma in questa maniera si fa veramente fatica».
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