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il dopo somma

Meglio a questo punto che la squadra sia spregiudicata

Meglio a questo punto che la squadra sia spregiudicata

GROSSETO. L'ultima volta, è stata nella piccola sala stampa del Castellani di Empoli. Un inseguimento, su è giù per le scale, prima da Sky, poi dalla tv locale fiorentina, infine dalla carta...

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GROSSETO. L'ultima volta, è stata nella piccola sala stampa del Castellani di Empoli. Un inseguimento, su è giù per le scale, prima da Sky, poi dalla tv locale fiorentina, infine dalla carta stampata. Mario Somma ha chiuso con le interviste, sabato attorno alle 18. Ieri, quando il suo telefono dava irraggiungibile, quando dopo un paio di squilli, veniva dall'altra parte evidentemente riattaccato. Niente da fare. Poco da aggiungere, a quanto in fondo detto subito dopo la sconfitta con l'Empoli.

Del resto, cos'altro poteva dire? L'esonero se lo aspettava già, da un momento all'altro. Lo si capiva nell'imbarazzo delle risposte: «Non so se ci sarò ancora con il Brescia», e ancora: «Aspetto e quel che viene, viene». E quel che doveva arrivare, alla fine è arrivato, inevitabile. Del resto, con 6 punti conquistati in 8 gare (peggio di Moriero), una sola vittoria, 9 gol segnati e ben 13 subiti, Piero Camilli non poteva scegliere diversamente. Lo aveva capito anche Somma, dicendo: «Ho visto il peggior Grosseto da quando sono qui. Un passo indietro incomprensibile. Sempre in ritardo sulla palla. Sempre in balia dell'Empoli, credo che la squadra sia spremuta. Non è un problema di singoli, ma collettivo». Se queste parole non assomigliano a una resa. Se non testimoniano l'impotenza di un tecnico che non sa più dove metter mano, dopo aver rispolverato persino Esposito e Ronaldo, dopo averle provate tutte, non sapremmo a cosa altro possano assomigliare. Un senso di sfiducia nel domani che Piero Camilli non poteva certo tollerare, lui che della parola resa non conosce neanche il significato. Alla fine, Somma paga soprattutto la scelta paradossale per lui che, proprio a Empoli, era ricordato per essere un tecnico offensivo e spettacolare, di mettere in campo sempre un Grosseto prudente. Aspettare l'avversario, provare a colpirlo senza scoprirsi e poi magari (cosa però mai riuscita), chiudere i conti nella ripresa.

Anzi, con Somma da 9 i punti persi nei secondi tempi dal Grifone sono saliti a 16! Un dato impressionante di debolezza nei secondi 45' di gioco. Una scelta tattica che probabilmente Magrini rivisiterà. Del resto, vista la classifica che senso ha continuare a difendere? Difendere cosa? Meglio a questo punto una squadra spregiudicata, perso per perso, gli uomini per fare un calcio offensivo ci sono, a partire dal Brescia che va aggredito dal primo all'ultimo minuto.

Paolo Franzò

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