Italia
Tiro a segno, 150 anni e 500 appassionati Il trasloco è in vista
Il poligono potrebbe trovare sede in un’area del Savoia La società grossetana vanta un campione italiano 2011
GROSSETO. Si deve a Giuseppe Garibaldi l’idea e la realizzazione dei poligoni di tiro a segno in ogni provincia d’Italia. Nel lontano 1851, il famoso garibaldino, fece costruire un luogo adatto all’uso delle armi perché in quel preciso momento storico c’era il bisogno di avere uomini armati e ben addestrati.
È così che nacque anche l’attuale poligono di Grosseto che poco tempo fa ha festeggiato il traguardo dei 150 anni, collocandosi come una delle società fra le più “antiche e gloriose” d’Italia. Si contano fra Grosseto e provincia circa 500 appassionati tra volontari e soci. La società di Grosseto svolge l’attività agonistica con tre squadre: la prima composta da giovani Under 16 che sparano ad aria compressa sulla distanza dei 10 metri. La seconda che gareggia nella categoria “Sniper”. Qui si spara con fucili di ordinanza singolo o a ripetizione e sulla distanza dei 100 metri. Grosseto in questa specialità si è dimostrata molto forte, fregiandosi del titolo di campione italiano nel 2011 grazie a Gualberto Mirabile. Per finire con l’ultima squadra che ha iniziato a gareggiare negli ultimi tre anni nella specialità del tiro rapido sportivo. In pratica si tratta del tiro dinamico. Si tratta di sparare su varie distanze con diverse difficoltà che possono andare dai bersagli mobili o spostarsi con una valigetta in mano.
Quello che però non va mai sottovalutato è il fattore sicurezza come spiega il delegato provinciale Francesco Alby «Non sono solo gli atleti a sparare. Al poligono di Grosseto devono venire anche gli “obbligati” come le guardie giurate e la polizia municipale. Quando si maneggiano armi da fuoco bisogna adottare una serie di dispositivi che tutelino tutti coloro che frequentano il poligono. Intanto per venire a sparare bisogna essere in regola con il tesseramento». Prosegue Alby: «Una volta che si è iscritti, bisogna frequentare un corso dove s’impara le regole del tiro a segno con istruttori federali sotto il controllo del direttore di tiro. Il corso può variare nella sua durata. Dipende se l’allievo recepisce immediatamente le istruzioni impartite e come si comporta sulle 10 linee di tiro che compongono il poligono di Grosseto. Quello che consigliamo, per chi vuole iniziare a sparare è comunque di venire da noi e di provare, assicurandosi che si voglia iniziare veramente questa disciplina sportiva».
Per i costi si va dai 10 ai 30 euro compreso il noleggio delle armi e l’uso dei proiettili per l’attività vera e propria. Se poi ci si appassiona si può anche acquistare l’arma con cui tirare. Si va da un minimo di 300 euro in poi. Però bisogna avere il porto d’armi per portare l’arma da fuoco da casa al poligono e per fare ritorno a casa. Il poligono sia per il suo collocamento ( ndr si trova inserito in quartiere residenziale) che per le sue dimensioni dovrà in futuro necessariamente essere spostato: «Se ne parla dal 2001ed è stato inserito nella conferenza dei servizi - spiega Alby - Il Savoia Cavalleria ha messo a disposizione un’area dove si addestravano i mezzi blindati, che andrebbe benissimo per il nuovo poligono. Il comune è d’accordo per trasferirlo. Mancano peri il momento le risorse finanziare per partire con il progetto. Proprio i questi giorni abbiamo avuto contatti con l’amministrazione comunale e siamo a buon punto. Speriamo presto realizzare il nostro sogno».
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