«Aiutateci a fare decollare il campo volo di Macchiascandona»
GROSSETO. «Cerchiamo un sostegno da parte dell'amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia, affinché ci consenta di realizzare quelle opere fondamentali per rendere il nostro campo di volo,...
GROSSETO. «Cerchiamo un sostegno da parte dell'amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia, affinché ci consenta di realizzare quelle opere fondamentali per rendere il nostro campo di volo, inaugurato domenica ma ancora incompleto, un vero e proprio impianto sportivo». Questa è la richiesta inoltrata dal presidente e dal consigliere del Gam Grosseto (Gruppo aeromodellismo maremmano) Michele Malacarni e Paolo Minelli al Comune della “Piccola Svizzera”, per avere l'ok necessario ad ultimare i lavori alla struttura riservata all'aeromodellismo che si trova nell'area di Piatto Lavato a Macchiascandona.
«Servono - continua Malacarni - una “casetta” ed alcune pertinenze per ospitare un simulatore di volo e, da settembre, per avviare un progetto che coinvolgerà i ragazzi delle scuole medie di Castiglione. Le nuove strutture andrebbero ad aggiungersi a quelle già in uso, ovvero pista, rete di protezione, strati ombreggianti e parcheggio, costati al Gam circa 50 mila euro». Ma l'autorizzazione a costruirle, al momento, non arriva e la questione si trascina da tempo senza sbocchi, nonostante un accordo stabilito con la precedente giunta Faenzi. «Ma - spiega - il problema venne abbandonato. L'attuale amministrazione Farnetani, che aveva ripreso in mano la vicenda, non si è più espressa al riguardo e non sappiamo perché».
Il motivo pare legato ai vincoli imposti dall'art.66 legge 27 dicembre 2011 che individua dettagliatamente le aree a rischio idrico, fra le quali vi è quella dove sorge il campo di volo. Ma una successiva relazione tecnica del perito incaricato a valutare la fattibilità del progetto sembrò scongiurare rischi di allagamenti dovuti a possibili calamità naturali. «Da questa - continua - era chiaro che l'area sarebbe stata interessata marginalmente, solo per venti centimetri, da possibili esondazioni e, peraltro, localizzata in una zona a relativo rischio idrico». Anche una nuova perizia ed una modifica legislativa, che ha “ammorbidito” la norma, hanno successivamente tolto ogni dubbio al completamento dell'impianto, così come i pareri di Consorzio Bonifica e Provincia.
«Non creiamo manufatti - conclude - ma installiamo prefabbricati in legno che possono anche essere spostati. Chiediamo al Comune di operare con buon senso ed anche che l'area, al momento ad uso agricolo, sia destinata definitivamente alla pratica sportiva».
Stefano Fabbroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
