Il Tirreno

Grosseto

Mps, settimana decisiva Servono rinforzi e progetti

di Maurizio Caldarelli

Baseball: anche l’All Star Game rischia di passare inosservato Ecco quali sono le tre pedine che il gm Harrison Panis deve ingaggiare

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GROSSETO. E' una settimana decisiva per il Montepaschi Grosseto, dopo le tre sconfitte rimediate sul campo di un rinnovato Cariparma, capace di firmare anche uno shutout su 7 riprese in garatre, schierando un lanciatore al 1º anno e con un solo straniero in campo. Il vicepresidente Angelo Magalotti, al termine del trittico, che allontana la squadra di Hartley dal 5°-6° posto, l'obiettivo dichiarato, ha confermato la fiducia al deludente Jay Pecci, spuntato in attacco e senza braccio in difesa, mentre ha annunciato rinforzi sul monte di lancio, con un giocatore dal doppio passaporto che possa sostituire Bourdaniotis, che, una volta rimesso in campo ha un'autonomia troppo limitata a causa di un infiammazione al gomito.

E' anche il momento della verità per la società, che deve dare risposte alla città ed al Comune, che ha messo per primo la faccia per salvare il baseball a Grosseto. La Carminucci Sports Group, arrivato anche per fare business, non ha ancora presentato ufficialmente il progetto per la rinascita del batti e corri in Maremma e nelle ultime settimane anche il general manager Darren Harrison Panis è rientrato negli Stati Uniti, promettendo di tornare il prima possibile: la campagna acquisti è tutt'altro che chiusa. Il Montepaschi, con un record di due vittorie e dieci sconfitte (e nel fine settimana arriva il Bologna di Panerati, Ermini, De Donno e Vaglio), ha bisogno di qualche ritocchino e deve consumare il visto per il quarto straniero, ancora a disposizione. E' l'ora che il presidente Pete Caliendo, che ha preso un preciso impegno con il sindaco Bonifazi e il presidente federale Fraccari, faccia sentire la sua voce e metta in atto le belle parole pronunciate nell'unica apparizione pubblica, in sala consiliare: «Siamo qua per rimanere tanti anni e sappiamo di avere una grossa responsabilità, in una città dove si gioca a baseball da sessanta anni».

In sede di presentazione sono stati annunciati giocatori di triplo A e Major league ed alla resa dei conti è arrivato solo il buon Smith. I progetti di dare un nome alla squadra e le cheerleaders, oltre agli hot dogs, sembrano finiti nel cassetto. A questo punto conviene concentrare gli sforzi per cercare di dare qualche soddisfazione in più agli sportivi con una squadra competitiva e preparare al meglio l'All Star Game, che altrimenti rischia di passare inosservato. A questo punto, si può fare pochissimo, ma un lanciatore oriundo di qualità, un interbase aspiratutto e un esterno straniero dalla mazza al tritolo possono aiutare questa squadra a risollevarsi, ad uscire dall'anonimato. Ma occorre fare in fretta, perché si sta avvicinando la fine del girone d'andata e a nessuno, nell'anno del 60° compleanno del baseball, piacere vedere i biancorossi così in basso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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