«Se giochiamo tranquilli, le nostre qualità vengono fuori»
GAVORRANO. È arrivato in sordina, in quel blocco portato in Maremma dalla Primavera dell'Empoli. Tra gli azzurri era un titolare, mentre a Gavorrano ha avuto qualche difficoltà di spazio. Ora,...
GAVORRANO. È arrivato in sordina, in quel blocco portato in Maremma dalla Primavera dell'Empoli. Tra gli azzurri era un titolare, mentre a Gavorrano ha avuto qualche difficoltà di spazio. Ora, invece, fa parte di quello che possiamo considerare l'11 “titolare" di Buso (anche se difficilmente il tecnico presenta per due partite consecutive la stessa squadra). In ogni caso, ormai Antonio Tognarelli, 1991, è un punto di riferimento nei minerari. «Sono scelte del mister e io le accetto sempre volentieri, soprattutto quando ci rientro» scherza. Ma sa essere anche serio: «Sono contento di questa fiducia. Io faccio il mio e penso di essermela conquistata sul campo». Il terzino si è conquistato la sua fascia a scapito di colui che è stato titolare fino ad ottobre: Sgambato. «Il nostro rapporto è splendido, anche perché è una bella persona - spiega - Ma tutto il gruppo è compatto». Non usa tanti giri di parole per dire che «puntiamo ai playoff. Credo che la cosa più importante sia restare sereni. Se sentiamo la pressione per questo obiettivo troviamo delle difficoltà, mentre se giochiamo tranquilli tiriamo fuori le nostre qualità». Come a Capobasso. «Siamo partiti male, ma non abbiamo mollato fino all'ultimo e siamo riusciti a raggiungere un buon risultato».
Nato a Pontendera, la sua crescita l'ha passata interamente ad Empoli, indossando la maglia azzurra per dieci anni. Ha tempra il difensore, una dote utile nel passaggio dal settore giovanile a quello prof. «Ogni tanto mi propongo in avanti, ma il mio compito è quello di difendere. Metterci la grinta è importante quando incontri i giocatori esperti, molti nel girone, che giocano con un po' di malizia. Anche in questo modo faccio esperienza».
Alfredo Faetti
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