Il Tirreno

Grosseto

Il volo ricomincia nel segno di Alfageme

di Pierluigi Sposato
Il volo ricomincia nel segno di Alfageme

Ugolotti ha trovato la quadratura del cerchio, squadra solida in ogni settore e pronta a colpire quando l’avversario cala

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GROSSETO. Nel segno di un "folle" argentino, il Grifone torna a spiegare le ali. La vittoria di Vicenza è senza dubbio la cugina di quella di Ascoli. Un successo netto, ben oltre il risultato finale, forse non spettacolare, ma figlio dell'impronta che partita dopo partita mister Ugolotti sta dando alla squadra. Lasciamo perdere i rimpianti per non averlo avuto in panchina per tutta la stagione, ma il tecnico biancorosso ha il chiaro merito di aver trovato la quadratura del cerchio. Ugolotti lo disse subito al suo ritorno che sarebbe andato dritto per la sua strada. E così è stato. Avanti con un undici titolare che può variare solo per cause di forza maggiore (leggi infortuni o squalifiche) che rimane sempre quello. Un modulo che non lascia spazio più ad alcun dubbio.

Anche a Vicenza è stato così. Controllo e studio della partita e dell'avversario nei primi 45'. Poi nella ripresa i giusti blitz offensivi, figli delle caratteristiche tecniche, ma anche fisiche di questo Grosseto. Una squadra che ha la sua forza, proprio nella capacità atletica dei giocatori di venir fuori alla distanza, quando spesso l'avversario invece cala. Un Grosseto che adesso ha davvero una fase difensiva di alto livello.

In fondo, senza lo svarione di quel guardalinee, anche il Toro non avrebbe mai segnato in quell'infausto primo tempo. Padella e Olivi sono al momento una garanzia di prima fascia. Non è difficile immaginare un radioso futuro per il giovanotto in comproprietà col Parma. Sulle fasce, la spinta non sarà il massimo, ma in fase di copertura sono sempre meno i rischi che la squadra corre. Importante anche il recupero di Sciacca in mezzo al campo. Con le geometrie di Jadid e la forza di Crimi, anche la mediana ha finalmente trovato la sua identità.

E tutto questo, paradossalmente, nel momento di minore vigore e incidenza di Caridi (probabilmente condizionato da quel tutore alla mano) e di uno Sforzini che lotta sempre come un leone, ma che ha assolutamente bisogno di ritrovare la via del gol.

Così, possiamo scoprire giornata dopo giornata, la crescita di questo argentino che viene da un periodo drammatico a livello personale ma che ha trovato in questa maglia e in questa città, la sua vera dimensione, la sua casa. Alfageme è così, nel bene e nel male, prendere o lasciare. Prima segna un gol da paura (forse il più bello della sua collezione), poi rischia di rovinare tutto con due cartellini gialli che si poteva risparmiare, oltre che sciupare il gol del raddoppio che avrebbe chiuso la contesa ben prima. Vero che questo Vicenza è ben poca roba, ma anche per merito di un Grifone cinico, ben disposto in campo e poi aggiustato in corsa da un Ugolotti che non sbaglia niente. Anche Consonni e Mancino, hanno portato una bella quantità di fosforo al momento di entrare nella ripresa. Insomma, una vittoria da applausi, niente da dire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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