Il presidio
Mani in alto a Gubbio Il Grifone si arrende
Quattro schiaffi, subito a segno gli ex Bazzoffia e Graffiedi
GROSSETO.Un disastroso primo tempo condanna il Grosseto sul campo del pericolante Gubbio. Scesi al "Barbetti" con l'obiettivo di allungare la serie positiva e fare uno scatto playoff, i ragazzi di Fabio Viviani hanno invece subito una preoccupante battuta d'arresto. E non sono neanche serviti gli innesti dal primo minuto di Sciacca e Keko (che è stato comunque uno dei migliori in questa giornataccia) per dare la brillantezza necessaria. Molli, inconcludenti e timorosi, i maremmani sono stati presi a pallonate nei primi trentacinque minuti dalla vivace pattuglia di Gigi Simoni, che ha di fatto chiuso il confronto nel giro di sei minuti, prima di sferrare il colpo del ko sul finire del primo tempo. Il Grifone, nella ripresa, ha provato a cambiare marcia, premendo sull'acceleratore, creando qualche buona occasione, ma nulla più ed alla fine è stato punito oltre i suoi demeriti dal poker di Boisfer.
Partenza da incubo.
Le disgrazie biancorosse sono iniziate a causa di una partenza da incubo. Passano infatti appena settantanove secondi ed il Gubbio è già in gol con Bazzoffia, che raccoglie un cross dalla sinistra di Graffiedi (smarcato da un’intuizione di Mario Rui), anticipando Giallombardo. Il Grosseto prova a reagire, ma Keko viene anticipato da Benedetti. Al sesto è l'inarrestabile Graffiedi a dare un altro dispiacere alla sua ex squadra con un gran destro su punizione che buca la difesa e s'infila alla destra di Narciso. Il doppio svantaggio non sveglia il Grifone, che non sembra ancora essere entrato in campo e continua a subire la velocità ed il pressing dei rossoblù di Simoni, che reclamano anche un rigore per il dubbio contatto tra Antei e Ciofani e si rendono pericolosi al 13' con un tiro di Graffiedi, ammortizzato con il corpo da Padella e finito tra le braccia di Narciso. Dopo una punizione di Buchel, il Grosseto si rivede al 18' con un colpo di testa di Sforzini sulla punizione di Ronaldo e quattro minuti dopo sono i biancorossi a reclamare il penalty per un fallo di mano di Benedetti in area. Tra il 23' ed il 25' arrivano le migliori occasioni biancorosse della prima frazione: prima il destro di Keko viene fermato in due tempo da Donnarumma, poi il colpo di testa di Sforzini finisce di un soffio a lato. Dopo un insidioso tiro cross di Petras, però, il Gubbio cala il tris: Bazzoffia trova un varco nella difesa maremmana e serve Ciofani che elude Petras e Antei e fa secco Narciso. Lo 0-3 scuote il Grosseto, che prova ad accorciare le distanze, ma il sinistro di Sciacca finisce debolmente tra le braccia di Donnarumma, che anticipa poi Keko, ben servito da Caridi. Nel recupero, invece, il colpo di testa di Olivi su angolo finisce a lato.
Pressione senza risultati.
Nella ripresa, dopo aver rischiato il quarto gol su una punizione di Buchel, aumenta la pressione e si riversa nell'area eugubina, pur senza riuscire a far male agli ordinatissimi padroni di casa. Caridi e compagni creano almeno sei buone opportunità per rendere meno pesante il passivo, ma la difesa locale fa buona guardia. Al 7' un tiro cross di Martin Petras sbatte all'incrocio dei pali e ritorna in campo, mentre al 10' un colpo di testa di Keko finisce a lato. Stessa sorte per il tentativo di Olivi su tiro d'angolo. Lo spagnolo al 16' prova di destro, mentre Donnarumma ipnotizza una punizione di Tano Caridi al 26'. Con il passare dei minuti il Grosseto rallenta la pressione ed anzi rischia qualcosa in contropiede. Dopo una conclusione sballata di Keko e l'uscita provvidenziale di Donnarumma sul cross di Keko per Sforzini, Ciofani sbaglia tutto. Non fallisce invece in pieno recupero il francese Boisfer, che da sinistra fa secco Narciso dopo un'azione aperta da Cottafava e proseguita da Graffiedi, che anticipa Olivi. I grossetani reclamano per una presunta posizione di fuorigioco, ma dopo aver provato l'ultimo assalto per il gol dell'onore, rientrano mesti negli spogliatoi per un ko inaspettato.
Nono posto a -3 dai playoff.
La prima conseguenza del capitombolo al "Barbetti” (anche se da ieri sera circolava la voce di un ritiro deciso dal presidente Camilli) è la perdita di una posizione in classifica, a vantaggio della Juve Stabia. Adesso i ragazzi di Viviani sono noni, affiancati da Bari, Sampdoria e Cittadella. La zona playoff, dopo il gol di D'Alessandro che ha salvato la Reggina a Modena al 93', è adesso distante tre lunghezze. Niente di drammatico, con due gare interne consecutive all'orizzonte, ma è chiaro che contro Albinoleffe e Reggina servirà un bel diverso comportamento da parte della squadra.
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