Il Tirreno

Grosseto

In "Prima fila" contro il disagio

Lorenzo Santorelli
<b>IL TEATRO </b> degli Unanimi ad Arcidosso &egrave; tra quelli coinvolti nel progetto Prima Fila
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IL TEATRO degli Unanimi ad Arcidosso è tra quelli coinvolti nel progetto Prima Fila

Il bilancio del progetto del Teatro Stabile

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 GROSSETO. Il teatro come diga per arginare la ghettizzazione culturale, economica e sociale dei più giovani, specialmente quelli residenti nei comuni dislocati ai margini della nostra provincia.  Intenti nobili muovono il progetto "Prima fila", realizzato dal Teatro Stabile di Grosseto con l'apporto decisivo della "Fondazione Montecucco". I numeri della prima edizione dell'iniziativa, svoltasi da febbraio a giugno, parlano di centinaia di studenti di tutte le fasce scolastiche di 16 comuni coinvolti nella provincia di Grosseto insieme a tre di quelli limitrofi del senese.  Poiché non tutti i comuni hanno un proprio teatro, gli studenti venivano invitati in quelli più vicini (Arcidosso Teatro degli Unanimi, Cinigiano Teatro Comunale, Grosseto Teatro Stella, Manciano Teatro Moderno, Montalcino Teatro degli Astrusi, Orbetello Teatro Giovanni Paolo II, Scansano Teatro Castagnoli, Piancastagnaio Teatro Comunale, San Quirico d'Orcia Teatro comunale) e sono stati loro offerti 25 spettacoli e 42 recite che hanno visto una partecipazione complessiva di quasi 9mila spettatori. Inoltre sono stati realizzati anche alcuni laboratori (180 ore) che si sono conclusi in cinque saggi.  «Porteremo altre decine di spettacoli e laboratori in tutto il territorio, andando oltre le limitazioni geografiche e strutturali - spiega Alessandro Gatto, direttore del "Teatro stabile" di Grosseto - si tratta di un'operazione sociale contro il disagio giovanile causato anche da alcuni abusi, ad esempio tv, videogiochi e social network, che penalizzando le relazioni interpersonali portano all'isolamento degli individui».  Il teatro come palestra di vita viene concepito anche da Edoardo Milesi, presidente del comitato culturale della "Fondazione Montecucco". «Ben venga la nascita sul palco di bravi attori, ma l'importante è formare gli uomini». Una funzione didattico-pedagogica che però necessita di «eventi ben radicati, non sporadici, che al momento mancano».  Il "Teatro Stabile di Grosseto" nel 2007 si è trasformato in un vero e proprio ente culturale diventando al contempo il perno di Tir (Teatri in rete) che si occupa della promozione e della gestione del settore cultura di molte amministrazioni locali. Tra le manifestazioni più rilevanti, merita una menzione il "Premio Giorgio Gaber per le Nuove Generazioni" allestito in collaborazione con la fondazione dedicata al poliedrico attore milanese che ha garantito alla nostra provincia oltre 12mila presenze.

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