Il presidio
Gavorrano. Il mister della scalata al professionismo chiude la sua esperienza in rossoblù
A Fano l'ultimo atto dell'era Magrini «Ma oggi c'è uno scoglio da superare»
Alfredo Faetti
◗
PRESIDENTE Luigi Mansi 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Lamberto Magrini: ultimo atto. La trasferta a Fano di questo pomeriggio verrà ricordata come l'ultima panchina del mister simbolo della scalata al calcio professionistico. Tra il bilancio sull'annata che sta per concludersi e quello della sua esperienza in Maremma, l'allenatore saluta il Malservisi. «Quando sono arrivato il Gavorrano era una società piccola, familiare. Passo dopo passo si è saputa organizzare ed è arrivata al calcio professionistico. E' questo che caratterizza una squadra vincente: l'organizzazione». Lascia così Magrini, con un complimento a una squadra «da qui ho avuto e a cui ho dato tanto». Ma anche un consiglio: «c'è ancora un passo in avanti da fare, senza dimenticarsi di quanto è stato fatto in passato». Quattro anni non sono pochi, soprattutto nel calcio moderno. «C'è sempre stata stima reciproca e un ottimo rapporto con i dirigenti. Io sono da sempre nel calcio, prima come giocatore e poi come allenatore, e certe cose le so: arriva un momento in cui bisogna separarsi». Un divorzio (consensuale) che arriva alla fine di una stagione storica: la prima in Lega Pro. «La società mi chiese di confermare la categoria e il risultato è stato raggiunto con due mesi d'anticipo. Sono soddisfatto, ma è ovvio che ci siano dei rammarichi». Dovuti alla strana piega che il Gavorrano ha preso ad un certo punto del campionato, quando «non facevamo gol, soprattutto in trasferta. Poco dopo l'inizio dell'anno abbiamo fatto dei risultati negativi che ci hanno allontanato dalla zona play off. Fossimo stati sempre in corsa, le ultime quattro partite sono sicuro che non le avremmo perse». Un peccato, ma rimane comunque «un'ottima stagione sportiva», come ha più volte detto il presidente Luigi Mansi. «Abbiamo anche portato avanti il progetto giovani voluto dalla società - continua Magrini - e qualche ragazzo promettente è venuto fuori». Insomma, di lavoro ce n'è stato fino alla fine. Ma le strade ora sono pronte a dividersi: il Gavorrano si prepara per la prossima stagione e Magrini si divide tra proposte e speranze. «Da un po' di tempo mi sta cercando una squadra all'estero, in Paraguay, ma non credo che accetterò la loro offerta. Mi piacerebbe fare un'esperienza nella categoria superiore: spero di trovare un presidente che abbia fiducia in me». Prima di imbarcarsi per il futuro Magrini dovrà superare l'ultimo scoglio: il Fano. «Una partita difficile». Non ci gira intorno. «Loro devono vincere per evitare lo spareggio salvezza e noi siamo scarichi, l'ho visto anche in settimana». Molti giocatori, del resto, come gli infortunati, sono già tornati a casa. Domani al Malservisi verranno rotte le righe, con l'arrivederci (non per tutti) alla prossima stagione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
