Gavorrano. Decisione consensuale, manca solo lufficialità
Si è chiuso il ciclo di Magrini «Devo cercare nuovi stimoli»
Alfredo Faetti
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IN PARTENZA. Lamberto Magrini 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Cala il sipario sull'avventura rossoblù di Lamberto Magrini, da quattro anni alla guida della squadra, che passo dopo passo ha portato al calcio professionistico. Non c'è l'ufficialità, ma sia il tecnico che la società fanno intendere che la decisione (condivisa) è già stata presa. Nel post partita contro L'Aquila, Magrini spiega di essere d'accordo con il presidente Luigi Mansi quando questi afferma che «si è chiuso un ciclo». Peccato che la sua ultima al Malservisi sia stata una deludente sconfitta. Ma anche in questa occasione, il mister non perde la calma e usa un paragone: «Tutte le squadre hanno un calo quando perdono le motivazioni: guardate il Bologna in serie A». Ma negli spogliatoi la notizia che interessa è un'altra. Durante l'intervallo infatti inizia a circolare la voce che quella contro L'Aquila sia l'ultima partita casalinga di Magrini. «Vedremo dopo l'ultima giornata (in casa del Fano, ndc) - dice Mansi - Ancora non abbiamo deciso niente». Parole di routine, perché subito dopo sottolinea come Magrini «sia un grande allenatore che ha dato tanto al Gavorrano» e come «la stima personale resti invariata». Il diretto interessato, invece, non si nasconde: alla domanda se il prossimo anno sarà sempre a Gavorrano risponde «penso di no». Appunto. «E' arrivato anche per il sottoscritto - continua - il momento di cercare nuovi stimoli. Anch'io voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnato in questa piccola ma grande società». Parole che tolgono quasi ogni dubbio. «Oggi un allenatore non siede sulla stessa panchina per più di 4 mesi - dice ironico - Io sono rimasto qui 4 anni e al giorno d'oggi è raro. Quando sono arrivato c'era molto lavoro da fare e tutti insieme abbiamo costruito molto». Magrini ha preso le redini del Gavorrano nel 2006/07, quando i rossoblù disputavano il campionato d'Eccellenza, subito conquistato. Poi il passaggio in serie D e la promozione dello scorso anno. Si chiude un ciclo, è vero. Ma è di quelli che resta nella storia del club, che prima di lui non aveva mai volato così in alto.
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