Il Tirreno

Grosseto

Caso Lagunare alla Procura Federale

Paolo Mastracca
<b>LAGUNARE </b>il caso finisce alla Procura Federale
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LAGUNARE il caso finisce alla Procura Federale

Stefano Palazzi si occuperà delle maxi squalifiche in Terza Categoria A seguito del referto la società di Orbetello vide puniti 14 giocatori

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 ORBETELLO. Il cosiddetto caso Lagunare, ovvero le squalifiche e le sanzioni del giudice sportivo comminate alla società di calcio orbetellana a seguito del referto arbitrale sulla partita Lagunare-Livorno 9, diventa materia per la Procura Federale.  In pratica il procuratore federale Stefano Palazzi, conosciuto al grande pubblico per essersi occupato delle vicende di Calciopoli, dovrà valutare i fatti realmente accaduti in questa partita di Terza categoria. La vicenda, lo ricordiamo, risale alla gara del 16 marzo valida per la fase interprovinciale della coppa di Terza categoria.  A seguito del referto arbitrale la società Lagunare venne sanzionata con un'ammenda di mille euro e con la bellezza di quattordici tesserati squalificati. Quasi un record, sicuramente un provvedimento che non consentì alla formazione orbetellana di poter affrontare la partita di ritorno.  La Lagunare presentò un immediato ricorso che è stato discusso in settimana. Nel comunicato ufficiale della Figc pubblicato giovedì 21 aprile si legge, tra le altre cose, che «con amplissimo reclamo (tredici pagine), sottoscritto dal presidente e dal difensore di fiducia, la società polisportiva Lagunare Asd Orbetello impugna tutti i provvedimenti. Il reclamo, è costituito, oltre che da specifiche considerazioni di merito, dal riporto analitico di norme del codice di giustizia sportiva, come la definizione lessicale delle parole "offesa e minaccia"». Nel reclamo si parla di «costante dichiarazione di nullità per mancata indicazione della norma violata. Richiesta, per ciascun addebito nei confronti dei tesserati, dell'esame dell'eventuale verbale di intervento da parte delle forze dell'ordine. Il referto afferma la inopportunità dell'assenza di una terna arbitrale ed evidenzia il fatto che l'arbitro è nativo e residente a Livorno (città della società avversaria della Lagunare ndr)».  In maniera dettagliata la Commissione disciplinare ha analizzato punto per punto il ricorso e motivandolo ha respinto il reclamo della società Lagunare disponendo però l'invio degli atti alla Procura Federale per accertamenti. Questo perché «sia nel caso che le dichiarazioni rese dalla società siano fondate o sia che non lo siano, costituiscono, comunque, fatto illecito in danno di uno dei due soggetti, tesserato o affiliato». Proprio questa considerazione rende soddisfatto il presidente della Lagunare Michele Fanciulli. «È sicuramente un fatto inusuale che gli atti di ricorso vengano inviati alla Procura Federale. Di questo siamo contenti in quanto la Commissione disciplinare ha ritenuto che una delle due parti ha subito un danno, e quindi per la prima volta viene stabilito il concetto che non è automatico il principio secondo cui la versione dell'arbitro è obbligatoriamente quella vera. Restiamo in attesa degli sviluppi con la consueta serenità e rafforzati nella fiducia di poter far valere le nostre ragioni».  L'avvocato Alessandro Massai rileva che «evidentemente anche la Commissione disciplinare nutre dubbi su come si sono realmente svolti i fatti, visto che avrebbe potuto semplicemente rigettare il ricorso. Inviando invece gli atti alla Procura Federale è come se chiedesse un supplemento di indagine, e noi siamo pronti a fornire tutte le prove necessarie per ripristinare l'esatta dinamica di ciò che è realmente accaduto».  

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