Il Tirreno

Grosseto

DANILO ALESSANDRO

«Quello che so fare l'ho imparato dalla strada E sono stato fortunato»

<b>ESTERNO.</b> Danilo Alessandro
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ESTERNO. Danilo Alessandro

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 GROSSETO. «Gran parte di quello che so fare l'ho imparato dalla strada». Danilo Alessandro, classe 1988, originario di Roma, professione giocatore di calcio, ruolo esterno d'attacco. È arrivato dal Voghera, serie D, 20 gol, compiendo un salto non indifferente. Dimenticare gli esordi è impossibile: «Ho iniziato con il San Basilio Pionieri - dice ai microfoni di "Il bianco e il rosso" ieri in onda su Tv9 - Non c'erano grandi possibilità di giocare nei settori giovanili. Il mio quartiere non è molto bello. O scegli una via o scegli l'altra: io sono stato fortunato. Devo ringraziare da dove vengo». Un quartiere che però ha visto emergere altri talenti: «Sì, Soddimo e Bellucci sono venuti da qui. Conta tanto la testa. Chi ha doti fisiche, spesso non ha la testa. Io sono un tipo tranquillo: magari la gente vede i tatuaggi e si fa un'idea sbagliata di me». Poi il Mentana in Eccellenza, per due anni, quindi nel gennaio successivo a Cesena: «Sei mesi non tra i più belli della mia carriera - ricorda con amarezza - A fine anno fu come se mi avessero scaricato. Ho avuto la forza di rimettermi in piedi». Danilo ringrazia la famiglia, che lo segue sempre, e il procuratore: «Scendere in serie D mi aveva abbattuto. Ma mi hanno aiutato tantissimo. Come mi aiutava Manolo, mio cugino morto 7 anni fa, cui ho dedicato i miei gol: quando ero triste, mi tirava su». Alessandro caposaldo inamovibile dello schieramento biancorosso: «Si parlava di prestito e invece sono qui, grazie ai compagni e ad Apolloni». E Moriero? «Con lui imparo a muovermi in mezzo al campo. Guardandolo trovo la forza di continuare a correre. Noi due stesso ruolo? Sì, ma lui segnava molti gol e a livelli più alti. No, non c'è paragone. Spero di fare 10 gol... Ma mi accontento anche di 6-7». A Genova purtroppo... «A Genova potevo tirare 100 volte e non entrava. C'era emozione, sì. Il secondo non dovevo sbagliarlo. Devo migliorare». Chi è d'aiuto? «Mora è un grande terzino, mi aiuta tantissimo nei movimenti. E fuori dal campo anche Greco e Allegretti. Mi trovo meglio a sinistra ma farei anche il terzino pur di giocare con questa maglia». Sogni? «Quello di giocare in serie A con la Roma. Quando ho segnato contro di loro, non ci credevo...»

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