Il Tirreno

Grosseto

Il Grosseto si scopre bello di notte

Il Grosseto si scopre bello di notte

Vittoria netta (3-1) con il Portogruaro

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GROSSETO. Il Grifone torna bello di notte. Anche se in emergenza - soprattutto difensiva - anche se piegati pesantemente tre giorni prima nella trasferta di Padova, i biancorossi tornano a far valere la legge dello Zecchini. E rifilano un perentorio 3-1 a un Portogruaro, già abbondamente bersagliato dal Novara. Partita ricca di strafalcioni e incertezze da una parte e dall’altra ma anche di lampi illuminanti. E comunque, l’estetica può tranquillamente passare in secondo piano in questa fase. Eppoi si è finalmente sbloccato Soncin. Guidone ha timbrato di nuovo. Bondi è stato particolarmente attivo e propositivo. Federici non ha sofferto sulla fascia. Narciso ha salvato il risultato.

Giusto il tempo di sistemare la squadra in campo ed ecco il primo gol. Lo segna appunto Guidone (secondo centro consecutivo in casa) raccogliendo e aggiustandosi un cross dalla sinistra di Alessandro. L’ex Rossi nulla può. Nulla può nemmeno Narciso al 13’, quando un rimpallo mette in movimento Gerardi: fulminato dal destro scagliato appena in area. Tutto da rifare per il Grifone a rischio shock. Perché la porta diventa improvvisamente piccola, sia per Freddi che di testa non inquadra lo specchio, sia per Bondi che di destro (non il suo piede) si mangia il raddoppio da posizione favorevolissima. Il riscatto del brasiliano tarda però solo di 60”: al 19’ percussione dalla destra e appoggio al bacio al centro, dove Soncin impatta di controbalzo e buca Rossi, siglando il suo primo sigillo in biancorosso. Al 28’ il Grosseto (ri)scopre di aver fatto un buon affare ingaggiando Narciso: il portiere prima devia su bordata di Tarana e poi fa il miracolo su Cunico, bloccando in due tempi un tiro che sembrava destinato solo a gonfiare la rete. Decisamente frizzante, anche se dai contenuti tecnici non irreprensibili, la partita arriva al riposo su toni inutilmente esasperati, con Palazzino che fatica vistosamente nel tenere sotto controllo la situazione.

Inizio ripresa al piccolissimo trotto, con l’unico brivido di un tiro di Freddi all’11. Un paio di minuti ancora e Consonni deve alzare bandiera bianca, dopo essere stato più volte toccato duro: è il momento di Papini. Bondi è di nuovo protagonista al 19’ quando scodella un pallone invitante per la testa di Soncin: Rossi è bravo e vola a togliere la palla dal “sette”. Se non ci fosse l’ex portiere biancorosso, il Portogruaro - che pure cerca di dare più peso alla manovra offensiva con l’inserimento di Altinier - capitolerebbe almeno altre due volte, intorno al 25’: prima anticipa Guidone e poi respinge con i pugni la punizione bomba di Bondi. Questione però di pochi altri minuti. Al 36’ Alessandro finisce lungo in area e Palazzino indica il dischetto: è rigore. Come a Padova, va Soncin. Ma a differenza di Padova, il pallone entra comodo comodo. È il 3-1 che affonda ogni residua speranza di rimonta veneta, anche se Tarana impegna severamente Narciso mentre al 41’ Moriero offre la meritata passerella in solitario a Soncin, sostituito da Allegretti.

Prima il gol di controbalzo e quindi la pazza corsa sotto la curva nord in festa. Poi il rigore tirato lucidamente e poco dopo la passerella finale concessagli dal mister con la sostituzione anticipata. Per Andrea Soncin, è stata una serata doppiamente importante. «I gol sono sempre importanti per un attaccante - dice il n. 99 - Se poi servono a una vittoria anche meglio. Il rigore? Ne ho tirati tanti in carriera, a volte si sbagliano: stasera non ho pensato a quello di Padova. Ringrazio i tifosi che mi hanno aspettato e mi hanno sempre sostenuto. E grazie anche a Guidone, che con il suo lavoro mi apre spazi. Ora bisogna dare continuità, già da Pescara».

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