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Il rosso e nero di Bruscagin «Arrivo dalla scuola Nesta e ho voglia di rientrare»
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PROMESSA. Matteo Bruscagin alla presentazione in maglia biancorossa L'esterno cresciuto al Milan era in Lega Pro «È un momento difficile, ora viene fuori il gruppo»
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GROSSETO. Il Grifone ha ripreso la preparazione per la delicata sfida casalinga di sabato prossimo contro il Piacenza. Una gara da vincere ad ogni costo per i biancorossi. La buona notizia è che da ieri mister Apolloni ha nuovamente a disposizione il centrale Angelo Iorio (tra l'altro un ex), che potrebbe permettere di far rifiatare Freddi o Melucci dopo la gara dispendiosa di Novara. Si è allenato regolarmente anche Riccardo Allegretti. Nella lista dei convocati per la quinta giornata di andata non ci sarà quasi sicuramente Matteo Bruscagin, il 21enne scuola Milan prelevato in estate dal Gubbio. Il giovane esterno, che può giocare indifferentemente a destra o a sinistra, scalpita: «Sto meglio - ha detto ai microfoni di Tv9 - cerco di recuperare il prima possibile. Non vedo l'ora di rientrare per aiutare i compagni a superare questo momento difficile. Personalmente sono qui per imparare, per crescere». Bruscagin, che lo scorso anno ha vinto il campionato di Seconda divisione Lega Pro, cerca di dare consigli per risollevarsi: «Dobbiamo essere più consapevoli delle nostre possibilità. Il gruppo alla lunga farà la differenza. Se stiamo tranquilli, usciremo presto dalle posizioni che occupiamo immeritatamente adesso». Prima di approdare a Gubbio («Decisive per il mio arrivo a Grosseto - sottolinea - sono state le belle prestazioni nei playoff»), il difensore è stato otto anni nelle giovanili del Milan. «Mi ritengo fortunato - sorride - per aver potuto giocare nella mia squadra preferita fin quando ero bambino. La società rossonerà mi ha fatto maturare e poi allenarsi al fianco di giocatori come Nesta e Maldini è il massimo». Dopo aver lasciato Milanello è approdato nella vicina Monza. «Nella prima stagione - racconta - sono stato anche a Pizzighettone. Il passaggio dalla Primavera ai professionisti non è stato facile, ma mi sono ambientato». «Grosseto - conclude - è il punto di partenza importante per una carriera che mi auguro mi porti in serie A». (m.cal.)
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