Il Tirreno

Grosseto

MICHELE MANGIAPELO

«Bistazzoni, un maestro E i portieri non si giudicano dai calci di rigore»

<b>PORTIERE.</b> Michele Mangiapelo
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PORTIERE. Michele Mangiapelo

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 GROSSETO. Lui non si chiama Mino ma Michele. Lui i rigori non li tira, ma lavora per pararli e ha dimostrato le sue qualità contro la Roma. Non ha paura. Però la citazione di Francesco De Gregori e della leva calcistica del 1968, anche se involontaria, è automatica: «Sono del parere che non si giudica un portiere dai calci di rigore, perché tante volte è fortuna, istinto...». Questo è Michele Mangiapelo, classe 1986, portiere di Alatri, un passato con le giovanili della Samp agli ordini di un maestro come Guido Bistazzoni, prelevato dall'Isola Liri per fare esperienza dietro a Narciso. Idee tante e tutte chiare quelle esposte ai microfoni di "Il bianco e il rosso" ieri in onda su Tv9: «Essere qui è motivo di grande orgoglio - dice - Devo cercare di sfruttare questa opportunità. Se sarò chiamato in causa devo dimostrare di essere all'altezza della situazione». Stagioni sempre sotto stress per i portieri di riserva. Ma anche per i titolari: «Al portiere non è permesso di sbagliare, perché paga le conseguenze tutta la squadra, non c'è nessuno dietro che può salvarti». Mangiapelo ha fatto tutta la trafila delle giovanili in blucerchiato: «Quasi tutta. Ho fatto anche dei ritiri con la prima squadra, una panchina con loro, ma non ho mai esordito né sono stato mai fisso con loro. Quest'anno invece è l'occasione che conta». Anche perché è un calcio diverso: «Bisogna avere la consapevolezza di capire che è sempre il settore giovanile, anche se è quello dell'Inter o della Juve, e che il calcio è un'altra cosa. Non è che sei già arrivato. In C ma anche in D ti rendi conto della differenza». Già, che differenze ci sono in serie B? «Ci sono giocatori che non perdonano, 99 su cento te la mettono all'angolino. In C gli attaccanti sbagliano di più. La differenza comunque la fa sempre la testa». Già, la testa. Mangiapelo crede di avere buone qualità in velocità e reattività ma sa di dover migliorare: «Nella lettura della situazione, nel colpo d'occhio». E giura che cercherà di fare sempre vita regolare: «Più fai vita sana, più in campo troverai dei vantaggi». Di Bistazzoni, portercolese passato dal Grosseto, dice: «Con lui credo di essere cresciuto tanto a livello tecnico. E poi sbagliando s'impara! È un grande. Ma anche Coletti (l'attuale preparatore, ndr) può insegnarmi molto». (p.s.)

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