Boxe. Olimpionico a Los Angeles
Dieci anni fa moriva Fabbroni
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GROSSETO. Il 24 agosto 2000 moriva Luciano Fabbroni, pugile grossetano protagonista dell'epoca d'oro della "nobile arte" in maremma e primo atleta "di casa nostra" a rappresentare i colori della maremma nel mondo. Fabbroni fece parte, infatti, della spedizione della nazionale italiana alle olimpiadi di Los Angeles nel 1932, dove fu sconfitto con onore agli ottavi di finale. Il "torello" maremmano - come ribattezzato dal celebre pugile Primo Carnera - iniziò la carriera sotto la guida del maestro Azeglio Battigalli nel 1928, nell'allora palestra allestita alle scuole elementari di via Mazzini. Dopo l'esperienza tra i dilettanti - su tutti il riconoscimento di miglior pugile italiano della categoria pesi leggeri - divenne professionista e, nel 1937, appese i guantoni al chiodo. Resta celebre, fra le altre, un'istantanea del 1931 con Fabbroni impegnato in un match valido per il titolo italiano, con un centinaio di tifosi assiepati sul ring allestito, come in altre occasioni, al bastione Cavallerizza. Iniziò quindi la carriera di istruttore, insegnando tecniche e segreti della disciplina ad atleti quali il futuro campione d'Europa Emilio Marconi ed il compianto Domenico Baccheschi. Nel museo sono esposti i guantoni e la "chiave" simbolica della città di Los Angeles, ricordo della sua partecipazione ai giochi olimpici in America. (s.f.)
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