Il presidio
«A rischio l'attività dei gruppi sportivi»
Cinquantaquattro insegnanti scrivono al ministro Gelmini
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GROSSETO. È a rischio l'attività dei gruppi sportivi scolastici e quindi anche la partecipazione ai Giochi sportivi studenteschi. Lo è stato quest'anno e lo sarà ancora se non saranno cambiate la redistribuzione dei fondi e se i docenti non saranno liberi di presentare e attuare propri progetti. Lo sottolineano a chiare lettere 54 insegnanti di educazione fisica della nostra provincia, che si sono rivolti al ministro Gelmini ma anche alle autorità scolastiche maremmane con un lungo documento di rivendicazioni centrato in modo particolare sugli istituti di istruzione secondaria. Un vero e proprio grido d'allarme. Tutto parte, scrivono, da circolari e accordi con i sindacati che predeterminano «il compenso per le ore eccedenti di avviamento alla pratica sportiva in 3.000 euro (lorde) per ogni docente di educazione fisica in organico di diritto presente nelle singole scuole. Un passaggio che si è unito alla riforma delle cattedre e alla diminuzioni di fondi alle scuole, che hanno reso «difficili e in alcuni casi impossibili le uscite degli alunni dalle scuole per visite guidate, gite e progetti tra cui la partecipazione ai Giochi sportivi studenteschi. I fondi che le scuole hanno dovranno essere per la maggior parte impiegati a coprire le assenze ordinarie dei docenti, mettendo così in difficoltà la parte più attiva e meno convenzionale della didattica». Quali le conseguenze? «Un gran numero di istituti di 1º e di 2º grado non saranno in grado di dare la consueta consistente adesione ai Giochi sportivi studenteschi, organizzati da ministero e Coni perché, con la distribuzione a pioggia dei fondi per l'avviamento alla pratica sportiva proprio quelle più attive si vedranno costrette a ridurre fortemente l'attività di gruppo sportivo e conseguentemente la partecipazione ai Gss. I docenti, non potendo più preparare adeguatamente gli alunni ai Giochi sportivi studenteschi e con le stesse possibilità, si troveranno nella condizione di non poter più partecipare alle fasi successive a quelle d'istituto dei Gss ma soprattutto saranno impossibilitati a rendere quel servizio teso a potenziare l'attività sportiva scolastica e conferire alla stessa carattere di continuità nel corso dell'intero anno scolastico, avendo generalmente esaurito le ore a disposizione dopo soli circa tre mesi». Da ciò la richiesta di eliminare il tetto dei 3.000 euro «per non penalizzare quei docenti che effettivamente svolgono l'attività all'interno di un preciso progetto», cui si affianca la richiesta di consentire agli insegnanti e alle scuole di presentare e attuare i progetti e di svolgerli adeguatamente nonché quella di stanziare i fondi sulla base delle richieste delle singole scuole».
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