Dopo la promozione. Lex dirigente e sindaco racconta gli anni trascorsi alla guida del settore giovanile
«I miei ragazzi, la covata più bella»
Alfredo Faetti
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AL TAVOLO Mauro Giusti serve i tortelli alla festa dellagosto 2008 Mauro Giusti: sono stati quei giocatori l'inizio delle fortune del Gavorrano
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GAVORRANO. «Un traguardo bellissimo». Sono le parole di Mauro Giusti sulla promozione del Gavorrano in Lega Pro. Ex dirigente, ex sindaco del Comune minerario, Giusti è una figura storica dell'Us Gavorrano, che ha accompagnato la squadra per moltissimi anni. «Non trovo esatto parlare di miracolo. Un miracolo è qualcosa di imprevisto, di inatteso. La promozione del Gavorrano invece è frutto di un lavoro e di una programmazione di due anni. C'eravamo già andati vicini l'anno scorso. Il merito va al ds Egidio Bicchierai, al mister Magrini e a tutta la società. Un grazie particolare a Mansi e a tutta la Solmar, anche perché certe categorie è dura raggiungerle con le sole entrate della Festa dello sport e degli incassi domenicali». Una vita passata fianco a fianco con la squadra, quella di Giusti. Dai primi calci al pallone (da piccolo infatti giocava nel Gavorrano) fino ad oggi, l'ex dirigente ha sempre sostenuto la squadra del suo paese. «Sono sempre stato presente. Le vittorie del '61 e dell'81 le ho vissute in prima persona. Poi dall'85 all'88 sono stato presidente del settore giovanile. Lasciai quella carica nel '90, quando diventai sindaco. Nove anni dopo terminai il mio mandato come primo cittadino e poco dopo fui chiamato per ricoprire la carica di vice presidente della società, insieme a Mansi. In tutti questi anni sono sempre stato un fedele tifoso e come amministratore ho collaborato per migliorare la situazione: abbiamo rinnovato il manto dello stadio, abbiamo fatto il secondo campo d'allenamento, abbiamo coperto le tribune e fatto qualche altro lavoro». Aneddoti significativi? Giusti risponde che preferisce ricordare altro: «La cosa che più mi è rimasta è l'amicizia con alcuni ragazzi che giocavano quando facevo il dirigente. Erano quasi tutti di Gavorrano, o comunque della zona. La chiamavamo "una bella covata di giocatori", perché questi ragazzi erano cresciuti nel nostro settore giovanile, vincendo i campionati juniores e allievi. Poi, dato che salendo di categoria sale anche la selettività dei giocatori, se ne andarono. Ma sono stati loro i primi passi della fortuna del Gavorrano». Giusti non vuole pronunciarsi sul suo addio come vice presidente, avvenuto due mesi fa. «Prima facciamo finire il campionato. Poi vedremo».
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