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Bello e incompiuto, è un Grifone da pazzie

Paolo Franzò
<strong>RESPINTA.</strong> Agliardi sui piedi di Turati
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RESPINTA. Agliardi sui piedi di Turati

I problemi del Gus non sono in attacco: c'è troppa libertà per alcuni avversari in varie zone del campo

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GROSSETO. Grifone bello e incompiuto. E' questo il Grosseto del primo quarto del suo terzo campionato cadetto. Una squadra capace di perdere ben 7 punti, nel corso del secondo tempo delle gare sin qui giocate. Se i biancorossi avessero infatti portato a casa il risultato che stava maturando dopo i primi 45', oggi conteremmo ben 20 punti e un secondo posto stellare in classifica. Un Grifone tante volte bello, a tratti bellissimo, nelle prime frazioni e poi così brutto nella ripresa, da non credere.

Alla fine del primo tempo del match con il Padova, tutti si chiedevano la stessa cosa: e adesso? Vedremo finalmente la stessa squadra anche nel secondo tempo? Niente da fare, Grosseto non pervenuto, ancora. Come a Mantova, come col Gallipoli, come a Cittadella. Mai, neppure in una occasione, è accaduto il contrario.

Ma se dopo le prime 2 giornate il Grosseto era di fatto un "cantiere", oggi dobbiamo parlare di una squadra che, evidentemente, è strutturalmente così. Lo stesso Gustinetti non può fare altro che auspicare un miglioramento sotto questo aspetto. Ma la sua è solo una speranza, legata purtroppo a tanti, troppi fattori. Il fatto è che il dna di questo Grifone sembra ormai questo, prendere o lasciare. Comprensibile il rammarico, non solo quello del tecnico dei maremmani, tanto più nel contesto di un campionato che pare ancor più alla portata di quello precedente. Soprattutto se pensi al Grosseto che normalmente vedi nel primo tempo delle partite. Così bello che pare anche superiore, potenzialmente, a quello di un anno fa.

La domanda, allora, nasce spontanea: ma questa squadra ha margini di miglioramento? Se non altro, sino alla finestra di mercato del prossimo gennaio. Mancano ancora da giocare 9 partite, di cui 5 in casa. E' ragionevole pensare, per allora, a una classifica ancora aperta, in ogni senso. A quel punto, dipenderà dalla presidenza decidere su cosa puntare. In giro si dice che la società starebbe cercando una prima punta tra gli svincolati.

I nomi sono sempre i soliti. Ma avrebbe senso portare adesso a Grosseto un giocatore che non sarebbe in condizione ragionevole prima di un mese, proprio quando Pinilla è ormai a un passo dal recupero e il Gus sta cercando di recuperare moralmente e atleticamente Pichlmann? E questo è un Grosseto i cui problemi non stanno per niente in attacco. I 13 gol segnati non sono un cattivo bottino e a segno vanno un po' tutti. Quello che imbarazza è la difesa, o se preferite, la fase difensiva, soprattutto nella parte centrale.

Proprio dove di uomini ce ne sarebbero in abbondanza. Intollerabile la libertà con cui certi avversari spesso vanno a calciare proprio dal centro verso Acerbis. Altro che attacco! Contro il Padova, che detiene la seconda difesa del campionato, il Grosseto ha tirato per 13 volte (8 nello specchio) verso la porta veneta! E sabato prossimo, a Cesena, il compito di scardinare quella più forte dell'intero torneo (appena 4 gol al passivo per i romagnoli). Magari, servirà più precisione sotto la porta di Antonioli (uno che non ricorda con molto piacere i biancorossi). Ma dietro, accidenti!, che si stia incollati agli avversari più pericolosi.

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