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GROSSETO SPORT
Balducci è salito sul tetto del mondo
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CAMPIONE. Mirco Balducci sul podio PraloupServiva una grande impresa, e la grande impresa è arrivata. Prima di partire per Praloup, in Francia, Mirco Balducci l'aveva detto: «Dopo tre titoli italiani sarebbe una ciliegina, anzi una ciliegiona, vincere il campionato mondiale»
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GROSSETO. Serviva una grande impresa, e la grande impresa è arrivata. Prima di partire per Praloup, in Francia, Mirco Balducci l'aveva detto: «Dopo tre titoli italiani sarebbe una ciliegina, anzi una ciliegiona, vincere il campionato mondiale». E la ciliegiona, non del tutto attesa, è stata posta sulla torta del Team Galluzzi, con un titolo iridato che mai prima d'ora era stato vinto da un grossetano. Medaglia d'oro nel Mondiale mountain bike cross country, che bissa quella del compagno Renzo Vestri, ma è più prestigiosa perché giunta in un Mondiale della Federazione internazionale.
La Francia padrone di casa è la nazione più rappresentata, poi Germania, Italia, Gran Bretegna, perfino Cile e Haiti. Il circuito è durissimo: cinque giri per 40 chilometri e 1.800 metri di dislivello. Nella categoria Master 1, quella di Balducci, partono in 90 e il francese Thibaut Vassal è il primo a rompere gli indugi imponendo alla corsa un ritmo durissimo: soltanto il corridore di Acqua e Sapone resta a ruota. Vassal nel 2º giro capisce che Balducci è un osso duro e controlla l'andatura, questo permette ad Angelo Mirtelli, di accodarsi. Nella terza tornata l'andatura si mantiene sostenuta, e al passaggio sotto lo striscione Balducci precede Vassal e Mirtelli. Sembra una lotta a tre, ma Balducci capisce che è giunto il momento di tentare il tutto per tutto. Così, dopo essersi limitato a rispondere agli scatti terribili di Vassal, forza il ritmo e fa male. Mirtelli si stacca subito, Vassal lo segue dopo qualche chilometro: all'ultimo passaggio il francese accusa un 1'15'', mentre l'italiano precipita a oltre 3'. Con 8 km. da percorrere Balducci chiude gli occhi e non pensa a niente: pure Vassal vola, ma il distacco aumenta. Al traguardo il distacco sarà di 2'15", poi Mirtelli a oltre 5'.
Più di così, alla sua stagione, Mirco Balducci non poteva proprio chiedere. Dopo tre tricolori, la maglia iridata. Il top di una carriera che lo ha portato, solo per scelte lavorative, ad abbandonare il professionismo. «Non mi aspettavo di vincere - sorride Balducci - sapevo che facendo una grande gara avrei lottato per il podio, ma consideravo il francese Vassal e lo svizzero Abacherli fuori dalla mia portata. Invece sono riuscito a tenere la loro ruota e alla fine è andata come è andata». Con Mirco c'erano la moglie Sara e i figlioletti Gabriele, 22 mesi, e Leonardo, 7 mesi. «Ci siamo fatti una bella gita in camper - spiega il campione del mondo - e se i tre titoli italiani li dedico alla squadra, quello mondiale è tutto per la mia famiglia che mi è stata vicino, permettendomi di allenarmi bene in questi mesi. In Francia la condizione era ottima: all'inizio sono riuscito a stare a ruota, anche in discesa dove Vassal andava veramente forte. Poi, quando ho capito che avevo una possibilità, ho tentato il tutto per tutto». Venti vittorie assolute in stagione dicono che Balducci è stato costante da gennaio. «Al primo anno con il Team Galluzzi ho fatto bene come mai prima d'ora in carriera e di questo sono felicissimo - spiega - i compagni mi hanno chiamato, il rapporto che si è creato con loro è bellissimo. Cosa mi resta da vincere? La classifica del marathon tour che per ora mi vede al comando. Ci sono ancora due gare molto dure, il 13 settembre in val di Fassa e il 20 sull'Adamello. Poi andrò in vacanza». Sulla prospettiva di correre più in strada Balducci glissa: «Magari nel 2011. Il prossimo anno sarà bellissimo indossare il più possibile la maglia iridata».
La Francia padrone di casa è la nazione più rappresentata, poi Germania, Italia, Gran Bretegna, perfino Cile e Haiti. Il circuito è durissimo: cinque giri per 40 chilometri e 1.800 metri di dislivello. Nella categoria Master 1, quella di Balducci, partono in 90 e il francese Thibaut Vassal è il primo a rompere gli indugi imponendo alla corsa un ritmo durissimo: soltanto il corridore di Acqua e Sapone resta a ruota. Vassal nel 2º giro capisce che Balducci è un osso duro e controlla l'andatura, questo permette ad Angelo Mirtelli, di accodarsi. Nella terza tornata l'andatura si mantiene sostenuta, e al passaggio sotto lo striscione Balducci precede Vassal e Mirtelli. Sembra una lotta a tre, ma Balducci capisce che è giunto il momento di tentare il tutto per tutto. Così, dopo essersi limitato a rispondere agli scatti terribili di Vassal, forza il ritmo e fa male. Mirtelli si stacca subito, Vassal lo segue dopo qualche chilometro: all'ultimo passaggio il francese accusa un 1'15'', mentre l'italiano precipita a oltre 3'. Con 8 km. da percorrere Balducci chiude gli occhi e non pensa a niente: pure Vassal vola, ma il distacco aumenta. Al traguardo il distacco sarà di 2'15", poi Mirtelli a oltre 5'.
Più di così, alla sua stagione, Mirco Balducci non poteva proprio chiedere. Dopo tre tricolori, la maglia iridata. Il top di una carriera che lo ha portato, solo per scelte lavorative, ad abbandonare il professionismo. «Non mi aspettavo di vincere - sorride Balducci - sapevo che facendo una grande gara avrei lottato per il podio, ma consideravo il francese Vassal e lo svizzero Abacherli fuori dalla mia portata. Invece sono riuscito a tenere la loro ruota e alla fine è andata come è andata». Con Mirco c'erano la moglie Sara e i figlioletti Gabriele, 22 mesi, e Leonardo, 7 mesi. «Ci siamo fatti una bella gita in camper - spiega il campione del mondo - e se i tre titoli italiani li dedico alla squadra, quello mondiale è tutto per la mia famiglia che mi è stata vicino, permettendomi di allenarmi bene in questi mesi. In Francia la condizione era ottima: all'inizio sono riuscito a stare a ruota, anche in discesa dove Vassal andava veramente forte. Poi, quando ho capito che avevo una possibilità, ho tentato il tutto per tutto». Venti vittorie assolute in stagione dicono che Balducci è stato costante da gennaio. «Al primo anno con il Team Galluzzi ho fatto bene come mai prima d'ora in carriera e di questo sono felicissimo - spiega - i compagni mi hanno chiamato, il rapporto che si è creato con loro è bellissimo. Cosa mi resta da vincere? La classifica del marathon tour che per ora mi vede al comando. Ci sono ancora due gare molto dure, il 13 settembre in val di Fassa e il 20 sull'Adamello. Poi andrò in vacanza». Sulla prospettiva di correre più in strada Balducci glissa: «Magari nel 2011. Il prossimo anno sarà bellissimo indossare il più possibile la maglia iridata».
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