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«Il maggior rammarico? La sconfitta di domenica»

<strong>MANAGER.</strong> Paolo Minozzi
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MANAGER. Paolo Minozzi

«Si poteva fare di più, anche se ci siamo trovati di fronte una squadra determinata, che non voleva regalare niente». Il manager del Montepaschi, Paolo Minozzi, traccia un bilancio di questa trasferta a Bologna. «Sembrerà strano - sottolinea Minozzi - il rammarico maggiore è per la partita che abbiamo perso domenica mattina».

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GROSSETO. «Si poteva fare di più, anche se ci siamo trovati di fronte una squadra determinata, che non voleva regalare niente». Il manager del Montepaschi, Paolo Minozzi, traccia un bilancio di questa trasferta a Bologna. «Sembrerà strano - sottolinea Minozzi - il rammarico maggiore è per la partita che abbiamo perso domenica mattina».

E spiega il perché: «A causa di una partenza a freddo di Riccardo De Santis (martedì il fiosioterapista Baldi farà una visita di controllo) ed a quella di Oberto, ci siamo trovati sotto di dieci punti, ma il lanciatore locale, Betto, non tirava veramente niente. E lo stesso dicasi per il rilievo Norrito. Alla fine abbiamo segnato cinque punti e messo insieme nove battute valide, ma potevamo rientrare in partita. Non abbiamo sfruttato a dovere le ottime occasioni che abbiamo avuto. Bravo Casolari».

Minozzi non certa attenuanti, come quello della squadra rimaneggiata. «Un infortunio - dice - ci ha privato di Marval, che si è infortunato in un tentativo di bunt a sorpresa. Non avevamo poi Bischeri, che ha tutt'ora la mano gonfia. Comunque Ferretti e Pollini (protagonista assoluto in garadue con due valide) hanno fatto in pieno la loro parte. Certo devono lavorare ancora molto per fare la routine, ma sono contento di loro».

Il Montepaschi ha fatto la sua miglior prova forse in garauno.... «Figueroa è stato straordinario. Se l'avessero aiutato un pochino con la mazza, quest'anno non avrebbero perso una partita. Abbiamo giocato molto bene anche sabato sera, in cui siamo stati condannati da un fuoricampo molto bello anche stilisticamente e lungo di Liverziani, dopo aver tenuto testa per sei riprese ai nostri avversari. E potevamo anche rientrare in corsa senza una chiamata sfavorevole e qualche battuta andata male».

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