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«È un salto di qualità straordinario»
Maurizio Caldarelli
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Vitofrancesco con l’Under 20«Contento? Stracontento, direi. Faccio un salto di qualità e vado a giocare in una squadra che ha disputato i playoff per la A». Ferdinando Vitofrancesco ha le idee chiare: vuole prendere la maglia lasciata libera da Gessa.
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GROSSETO. «Contento? Stracontento, direi. Faccio un salto di qualità e vado a giocare in una squadra che ha disputato i playoff per la A». Ferdinando Vitofrancesco ha le idee chiare: vuole prendere la maglia lasciata libera da Gessa.
«Gioco indifferentemente a destra e sinistra - fa sapere - sia da esterno di centrocampo che di difesa. Mi esprimo meglio in quest'ultima zona, perché posso mettere in mostra la mia velocità».
Nato a Foggia, dove sta trascorrendo le ultime ore di ferie («Arriverò domenica pomeriggio»), il neobiancorosso è cresciuto nel Milan e ha vestito l'azzurro con l'Under 20 di Veneri. «Sono stato rossonero per otto stagioni - racconta - e questo ha voluto dire tanto per la mia crescita. L'allenatore più importante è stato sicuramente Alberigo Evani. Mi ha preso da piccolo e mi ha allenato per quattro stagioni. Mi ha messo sulle spalle la maglia numero 11 e non l'ho più abbandonata, seguendo passo passo i suoi saggi insegnamenti».
Vitofrancesco è reduce da due stagioni con la Cremonese in Lega Pro per un totale di 50 presenze e 5 reti, «compresa una bella doppietta contro il Sassuolo che ci proiettò in testa alla classifica». Prima di andare nella Cremonese, con la quale ha un contratto fino al 2012, disputò due campionati con la Primavera del Milano sotto la guida di Baresi e Galli. «Negli ultimi due mesi - dice - mi sono allenato sempre con la prima squadra ed ho avuto anche la gioia di essere convocato. Indimenticabile la prima chiamata, per la panchina, contro il Messina a San Siro». «Ho visto il Grosseto una volta contro il Bari e sinceramente non vedo di iniziare questa affascinante avventura. Vorrei contribuire a centrare l'obiettivo sfuggito nella stagione scorsa».
«Gioco indifferentemente a destra e sinistra - fa sapere - sia da esterno di centrocampo che di difesa. Mi esprimo meglio in quest'ultima zona, perché posso mettere in mostra la mia velocità».
Nato a Foggia, dove sta trascorrendo le ultime ore di ferie («Arriverò domenica pomeriggio»), il neobiancorosso è cresciuto nel Milan e ha vestito l'azzurro con l'Under 20 di Veneri. «Sono stato rossonero per otto stagioni - racconta - e questo ha voluto dire tanto per la mia crescita. L'allenatore più importante è stato sicuramente Alberigo Evani. Mi ha preso da piccolo e mi ha allenato per quattro stagioni. Mi ha messo sulle spalle la maglia numero 11 e non l'ho più abbandonata, seguendo passo passo i suoi saggi insegnamenti».
Vitofrancesco è reduce da due stagioni con la Cremonese in Lega Pro per un totale di 50 presenze e 5 reti, «compresa una bella doppietta contro il Sassuolo che ci proiettò in testa alla classifica». Prima di andare nella Cremonese, con la quale ha un contratto fino al 2012, disputò due campionati con la Primavera del Milano sotto la guida di Baresi e Galli. «Negli ultimi due mesi - dice - mi sono allenato sempre con la prima squadra ed ho avuto anche la gioia di essere convocato. Indimenticabile la prima chiamata, per la panchina, contro il Messina a San Siro». «Ho visto il Grosseto una volta contro il Bari e sinceramente non vedo di iniziare questa affascinante avventura. Vorrei contribuire a centrare l'obiettivo sfuggito nella stagione scorsa».
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