Il presidio
grosseto sport
Gessa è vicino all'addio «Ma se dovessi andare via mi piacerebbe tornare»
Pierluigi Sposato
◗
FOLLETTO. Andrea Gessa è nato a Milano il 20 gennaio 1980. Arrivò a Grosseto nella stagione 2005-2006 (C1) dal Montevarchi (C2). In maglia biancorossa ha totalizzato 119 presenze e 5 retiLo vogliono, eccome se lo vogliono. Lo vuole il Pescara, ad esempio, dell'ex Cuccureddu. Ma lo vogliono fortemente anche in serie B. Andrea Gessa, 29 anni, si gode moglie e figlia sulla spiaggia di Marina di Grosseto.
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Lo vogliono, eccome se lo vogliono. Lo vuole il Pescara, ad esempio, dell'ex Cuccureddu. Ma lo vogliono fortemente anche in serie B. Andrea Gessa, 29 anni, si gode moglie e figlia sulla spiaggia di Marina di Grosseto. La sua partenza - abbinata a quella di Agostino Garofalo - indurrebbe il Grosseto a rifare quasi completamente le corsie. Il folletto milanese, quattro stagioni a Grosseto a sgomitare sulla fascia ma anche in versione difensiva, vorrebbe rimanere ma... «Ma la società non mi ha contattato - dice - È da gennaio che si sa che sono in scadenza di contratto. Se non mi hanno detto nulla fino a ora, il messaggio è chiaro. Ma va bene così. Il Grosseto può andare avanti benissimo senza Gessa...».
E anche Gessa senza il Grosseto...
«Sì. Però il dispiacere più grande è mio. Qui lascio tanti amici. La società è cresciuta tanto e io con la società. E il presidente mi ha sempre voluto bene. Però dico che, se dovessi andare via, mi piacerebbe tornare. Non so in che veste ma mi piacerebbe. Qui ho casa, la città mi vuole bene e io qui sto bene. Me ne andrei comunque con il sorriso».
Allora Pescara...
«Pescara no. Per ora no. Mi sto solo riposando. Mi ha chiamato poco fa il procuratore. Mi ha detto che ci sono 4-5 soluzioni da serie B. Per ora voglio ragionarci sopra, su queste squadre da serie B. Vediamo. Si tratta di fare la scelta migliore. D'altra parte, il contratto non posso farmelo da solo!»
Il suo campionato come lo giudica?
«Più che buono. Diciamo anche superiore alle previsioni. Ho iniziato bene, con un gol addirittura alla prima giornata, a Pisa, addirittura di testa. Poi l'infortunio al ginocchio preso a Livorno ha causato una flessione. E quando sono rientrato non è stato comunque facile, perché la squadra stava bene. Da dicembre in poi, è stato fortunatamente un campionato in crescendo. Se ci fossero stati altri 2-3 gol (ne ha segnato uno solo, ndr), sarebbe stato un campionato ottimo».
La crisi della squadra e poi la risalita...
«Quando stavamo per toccare il fondo, la squadra ha dimostrato maturità e valori importanti. Lo spogliatoio è stato sempre unito. Quei 4-5 elementi che costituiscono lo zoccolo duro dello spogliatoio hanno rimesso tutti in riga. No, i giocatori non sono mai stati in discussione».
E anche Gessa senza il Grosseto...
«Sì. Però il dispiacere più grande è mio. Qui lascio tanti amici. La società è cresciuta tanto e io con la società. E il presidente mi ha sempre voluto bene. Però dico che, se dovessi andare via, mi piacerebbe tornare. Non so in che veste ma mi piacerebbe. Qui ho casa, la città mi vuole bene e io qui sto bene. Me ne andrei comunque con il sorriso».
Allora Pescara...
«Pescara no. Per ora no. Mi sto solo riposando. Mi ha chiamato poco fa il procuratore. Mi ha detto che ci sono 4-5 soluzioni da serie B. Per ora voglio ragionarci sopra, su queste squadre da serie B. Vediamo. Si tratta di fare la scelta migliore. D'altra parte, il contratto non posso farmelo da solo!»
Il suo campionato come lo giudica?
«Più che buono. Diciamo anche superiore alle previsioni. Ho iniziato bene, con un gol addirittura alla prima giornata, a Pisa, addirittura di testa. Poi l'infortunio al ginocchio preso a Livorno ha causato una flessione. E quando sono rientrato non è stato comunque facile, perché la squadra stava bene. Da dicembre in poi, è stato fortunatamente un campionato in crescendo. Se ci fossero stati altri 2-3 gol (ne ha segnato uno solo, ndr), sarebbe stato un campionato ottimo».
La crisi della squadra e poi la risalita...
«Quando stavamo per toccare il fondo, la squadra ha dimostrato maturità e valori importanti. Lo spogliatoio è stato sempre unito. Quei 4-5 elementi che costituiscono lo zoccolo duro dello spogliatoio hanno rimesso tutti in riga. No, i giocatori non sono mai stati in discussione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
