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Follonica, rissa e “far west” dentro il bar: aggrediti anche i gestori. Un imputato patteggia
Per quelle 48 ore di violenza 5 rinvii a giudizio. Al centro della vicenda il furto di un telefono
FOLLONICA. Prima l’aggressione per impossessarsi di un telefono, con la vittima presa per il collo e scaraventata a terra. E poi due risse nell’arco di appena 48 ore tra cocci di bottiglia, un bastone, sedie e tavoli distrutti di un bar e i due titolari, intervenuti per fermarli, che sono stati a loro volta picchiati. Una sequenza di violenza consumatasi a Senzuno nel luglio del 2024 e che adesso, almeno per uno dei cinque imputati, si chiude con un patteggiamento. Yassine Jarmouni, 34 anni rappresentato dall’avvocata Lucia Rossi del foro di Grosseto, ha patteggiato davanti al giudice Marco Mezzaluna una pena di due anni di reclusione e 600 euro di multa.
La vicenda risale al 22 luglio 2024. Secondo l’imputazione Jarmouni avrebbe messo le mani al collo di un uomo per poi spingerlo violentemente a terra e impossessarsi del suo telefono cellulare. Un episodio per il quale gli è stata contestata la rapina e che rappresenta il reato più grave tra quelli finiti nel procedimento. Ma quella stessa giornata sarebbe stata segnata anche da una rissa, in cui sarebbe stato coinvolto anche il proprietario del telefono. Jarmouni, insieme ad altre persone, avrebbe partecipato allo scontro utilizzando anche vasi di coccio e frammenti di bottiglie di vetro. Tra l’altro ad avere la peggio furono gli stessi partecipanti: Jarmouni riportò un trauma cranico e ferite multiple con una prognosi di sette giorni, mentre un altro uomo rimase ferito alla testa, a una mano e a un piede, con dieci giorni di prognosi.
Ma non era finita lì. Appena due giorni dopo un nuovo scontro, solo che questa volta il teatro fu un noto bar del quartiere di Senzuno. Secondo l’accusa gli imputati si sarebbero affrontati usando anche un bastone e dei frammenti di bottiglie, per poi passare a usare le sedie e i tavoli del locale. Anche qui ferite incrociate, ma ad avere la peggio sarebbero stati anche i due gestori del bar. Vedendo il far west, secondo le ricostruzioni questi provarono a riportare la calma e per tutta risposta sarebbero stati colpiti con armi improprie: una riportò un trauma dorsale e contusioni multiple, guaribili in sette giorni, l’altro rimase ferito al naso.
Per questi episodi in cinque vennero rinviati a giudizio, con accuse che a vario titolo andavano da rapina, rissa, lesioni personali aggravate fino ai danneggiamenti del locale.
Tra questi, Jarmouni ha scelto il patteggiamento. Riconosciute le attenuanti generiche e quella della lieve entità, la pena è stata alla fine determinata dal giudice Marco Mezzaluna in due anni e 600 euro di sanzione.
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