Grosseto, quasi 300 concessioni a gara: Comuni al lavoro sui bandi tra consulenti, perizie e ricorsi
Entro giugno 2027 le gare, a settembre le assegnazioni ed eventuali nuovi gestori nell’estate 2028. Follonica si affiancherà a un esperto di demanio, Orbetello studia se può restare esclusa, Castiglione va al 2033
GROSSETO. C’è chi inizia ora a mettere testa alle gare, chi cerca consulenti e periti, chi ha già sistemato la partita anni fa e chi invece prova ancora a capire se dalle gare potrà tirarsene fuori. Fatto sta che salvo un paio di Comuni che hanno già portato le scadenze al 2033, per tutti gli altri il conto alla rovescia per le gare delle concessioni balneari è cominciato. I tempi del resto sono relativamente stretti: le procedure dovranno essere avviate entro l’estate 2027, le assegnazioni previste per settembre e l’eventuale ingresso dei nuovi concessionari dalla stagione 2028.
Qui balneari
A Grosseto resta anzitutto aperta la partita giudiziaria. In questi giorni il municipio ha annunciato l’avvio dell’iter delle gare, ma sullo sfondo resta il pronunciamento del Consiglio di Stato sull’estensione delle concessioni al 2033, bocciata dal Tar. A spiegarlo è Simone Guerrini, presidente della Rete d’impresa balneari della Maremma grossetana. «Se il Consiglio ribaltasse il tribunale amministrativo l’orizzonte tornerebbe al 2033. Altrimenti sarà necessario procedere con le gare. È chiaro che il Comune debba pensare a un piano B. Il ragionamento è corretto». Anche perché, fa sapere Guerrini, in queste settimane l’Agcom sta chiedendo a diversi Comuni informazioni sulle iniziative intraprese in materia di concessioni. Nel territorio comunale, dice Guerrini, si contano 108 concessioni, raggruppate in una cinquantina di lotti. Ma sui futuri bandi le carte sono ancora da scrivere. «Circola tra le Regioni una bozza di “bando-tipo”, ma i Comuni possono comunque avviare autonomamente le procedure individuando i propri criteri nel rispetto della normativa». I nodi sono diversi: gli indennizzi al concessionario uscente, gli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. E poi ci sono le strutture. «In gran parte sono di proprietà dei balneari – continua Guerrini – . Se si dovesse chiedere al vecchio concessionario di smontare tutto e al nuovo di ricostruire, servirebbe molto tempo, anche solo per i passaggi nelle conferenze dei servizi. Si rischierebbe di bloccare l’attività».
Fatto sta che tra gli operatori il clima è cambiato. «Bisogna prendere coscienza di quello che verrà», riconosce Guerrini. L’incertezza semmai ha già prodotto un effetto: frenare gli investimenti. Venuta meno la sicurezza dei rinnovi automatici, gli interventi si sono ridotti al minimo.
Follonica
A Follonica le concessioni interessate sono 46 e la macchina amministrativa è già partita, con il municipio intenzionato ad avvalersi di un consulente esterno per affiancare gli uffici nella predisposizione delle gare, come fa sapere il sindaco Matteo Buoncristiani. «Gli uffici stanno lavorando alle future procedure e nel frattempo è stato ultimato il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili demaniali (Puad), che sarà presentato prossimamente, sottoposto alla Valutazione ambientale strategica e quindi portato in consiglio comunale». Una parte degli elaborati costituirà inoltre la base tecnica dei futuri atti di gara. «Parallelamente è in via di definizione l’incarico a un consulente esperto in materia demaniale che affiancherà gli uffici nella predisposizione dei bandi. «A Follonica parlare di spiaggia significa parlare della città – dice il sindaco Matteo Buoncristiani – . Per questo stiamo lavorando per tempo».
Castiglione
A Castiglione della Pescaia invece il problema non si pone. O meglio, il Comune l’ha già affrontato. «Nel 2019 abbiamo fatto le procedure richieste, con la pubblicazione del rinnovo, sono arrivate domande concorrenti e abbiamo assegnato tutte le 60 concessioni fino al 2033», spiega la sindaca Elena Nappi. L’amministrazione costruì allora, pur in assenza di linee guida nazionali, una procedura basata su criteri quali miglior progetto, qualità del servizio, piano di salvamento, tutela e valorizzazione ambientale, abbattimento delle barriere architettoniche e nuove torrette. «Abbiamo seguito principi di trasparenza e corretta concorrenza». Anche quelle procedure finirono al centro di contenziosi, «ma abbiamo vinto sia al Tar che in Cassazione».
Costa d’Argento
Scendendo verso sud, la mappa torna a complicarsi. Capalbio, come Castiglione, ha anticipato le procedure e il prossimo anno dovrebbe avere una sola concessione da mettere a gara, fa sapere il sindaco Gianfranco Chelini. Diversa la situazione di Orbetello, dove ieri amministrazione e balneari si sono incontrati per fare il punto, spiega l’assessore Ivan Poccia. «Vogliamo approvare una delibera di giunta per nominare un collegio di periti che valuti gli indennizzi secondo le direttive ministeriali». Il Comune sta seguendo anche un’altra strada: «Vogliamo verificare se esistano i presupposti giuridici per sostenere che sul proprio territorio non vi sia scarsità della risorsa disponibile e quindi se sia possibile evitare le gare». Il dato da cui parte l’amministrazione è quello delle spiagge già occupate: «Orbetello ha dato in concessione meno del 10% dei propri arenili. Abbiamo più o meno una cinquantina di concessioni lungo 37 chilometri di costa, con varie peculiarità. Non tutte le concessioni sono uguali: la Feniglia ha certe caratteristiche, la Giannella pure così come Talamone».
Più indietro Monte Argentario, dove negli ultimi mesi gli uffici si sono concentrati soprattutto sulle concessioni portuali. «Le spiagge sono rimaste per così dire in standby, ma è arrivato il momento di metterci testa», ammette il sindaco Arturo Cerulli. Anche sul promontorio il demanio conta un’ottantina di concessioni, ma di diversa natura: oltre agli stabilimenti, ci sono abitazioni con accesso diretto al mare fino a un ristorante e a un albergo su aree demaniali. «Siamo indietro, ma ho già chiesto al segretario generale di capire come muoverci».
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