West Nile, ex assessore morto a Grosseto: la febbre, le allucinazioni e l'encefalite fatale
Grosseto, il geometra Velio Giuggioli fino a martedì della scorsa settimana godeva di buona salute. Parla la moglie
GROSSETO. Stupore, dolore. Ma anche preoccupazione. Questi i sentimenti prevalenti in città dopo la scomparsa a 93 anni – a causa di un’encefalite provocata dalla puntura della West Nile – del geometra Velio Giuggioli, ex assessore al patrimonio nella giunta del sindaco Finetti, ma anche consigliere comunale del Pci negli anni Settanta e presidente dell’associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari fino al 2018. Una figura conosciuta e apprezzata in città, per la sua professionalità e competenza.
Originario di Scarlino, paese per il quale è stato tecnico comunale al momento del distacco da Gavorrano, Giuggioli fino a martedì della scorsa settimana godeva anche di buona salute.
Nella serata del 15 settembre, mentre si trovava nella sua abitazione di via dei Platani a Marina, in cui si trasferiva da giugno a fine settembre, ha cominciato a sentirsi debole e verso le 19, dopo essere rientrato da Grosseto per fare alcune commissioni insieme alla moglie Graziana Scardigli, si è messo sul divano e ha scoperto di avere 39 di febbre. Con un po’di tachipirina però la temperatura è scesa e il giorno successivo stava un pochino meglio, tanto che è uscito insieme al figlio Maurizio. «Tornato a casa però gli è risalita la febbre – ricorda il figlio Claudio, ingegnere – Durante la notte ha chiamato mia madre perché aveva la febbre alta e verso le tre di notte l’ho portato al pronto soccorso del Misericordia, in cui gli hanno fatto gli esami del sangue e delle urine, che hanno dato esito negativo. La consulenza dell’infettivologo ha solo messo tra le possibilità la puntura di una zanzara infetta da Dengue o West Nile. Nessuno poteva confermare perché questi esami specifici vengono fatti a Siena. Nel frattempo gli hanno dato una cura con gli antibiotici a largo spettro, che non ha dato risultato».
La situazione è peggiorata di giorno in giorno e sabato Velio Giuggioli ha iniziato anche ad avere delle allucinazioni. «Guardava il soffitto e diceva delle cose, però ancora riusciva a parlare insomma e a mangiare. Il quadro clinico è peggiorato, senza giovamento da flebo e antibiotici. Sabato, non vedendo miglioramenti, è stato trasferito a malattie infettive, ma domenica era già in pratica in uno stato di semicoscienza, respirava con l’ossigeno e veniva idratato con la flebo. Lunedì all’una di pranzo è arrivato il responso che l’encefalite era dovuta alla West Nile».
Il pensionato è morto martedì mattina. Il dipartimento di profilassi dell’Asl ha cercato di capire come l’uomo abbia contratto il virus: «Mio padre non dormiva a Grosseto da tre mesi, per cui la puntura è avvenuta a Marina. Mi è stato detto che la West Nile colpisce al crepuscolo e chissà che non l’abbia incontrata mentre faceva dei lavori di giardinaggio, tagliava la siepe o raccoglieva gli aghi di pino. Aveva 93 anni, ma era abbastanza attivo».
Dopo la pensione, nel 1998 Giuggioli ha continuato ad aiutare i proprietari di case che affittavano: gli faceva i contratti, li registrava, ricordava le scadenze dei pagamenti all’ufficio del registro. Seguiva le vertenze tra inquilini e proprietari, era molto esperto nelle locazioni e aveva grande dimestichezza con il codice civile.
Fino a 18 anni fa partecipava anche ai congressi nazionali a Roma. Un mondo, quello dell’immobiliare, che gli è sempre appartenuto: insieme al costruttore Aldo Faralli ha progettato tantissime villette a Marina e Principina e la metà delle abitazioni portano la firma Giuggioli-Faralli. Ieri la moglie Graziana, i figli Claudio e Maurizio, con i nipoti Lorenzo, Martina, Michele e Francesco, hanno dato l’ultimo saluto a un uomo che ha saputo farsi voler bene dalla comunità e ricordato per la sua bontà d’animo e la voglia di vivere.
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