Il Tirreno

Grosseto

La storia

Lucia, la donna che ha rotto il tabù sulle spazzatrici: «La voglio guidare anch’io» – Ora dopo 27 anni va in pensione

di Redazione Grosseto

	Lucia Baldon nel suo ultimo giorno di lavoro
Lucia Baldon nel suo ultimo giorno di lavoro

Grosseto, Baldon aveva iniziato nel 1999 e fu la prima donna in città a guidare i mezzi di pulizia: «Ogni tipo di mestiere merita rispetto»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L’ultimo turno lo ha finito domenica. Ma quando salì per la prima volta su una spazzatrice, quasi trent’anni fa, Lucia Baldon scrisse una piccola pagina di storia del lavoro cittadino: fu la prima donna a guidare uno di quei mezzi per il servizio di igiene urbana a Grosseto.

Tra l’altro un percorso iniziato quasi per caso, ma proseguito fino a diventare una professione svolta con orgoglio. «All’inizio l’avevo presa male», racconta sorridendo. Da giovane lavorava in fabbrica, poi la nascita della famiglia e il momentaneo stop dal lavoro. «Mi iscrissi al collocamento e per un periodo andai avanti con lavori saltuari tra scuole materne e asili nido. Quando mi chiamarono per questo impiego non ero preparata, pensavo tutt’altro. Però capii che sarebbe stato uno stipendio fisso e decisi di provarci».

I primi passi li mosse a Cinigiano. Poi, nel maggio del 1999, arrivò il trasferimento a Grosseto. La svolta arrivò qualche anno più tardi, quando l’azienda acquistò una nuova spazzatrice, più piccola e maneggevole rispetto a quelle tradizionali. «La vidi nel piazzale e mi dissi: “la voglio guidare anch’io”. Il responsabile dell’epoca mi rispose scherzando: “Voglio? Vorrei...”». Una risposta che tradiva probabilmente qualche esitazione.

Fino a quel momento, infatti, quei mezzi erano stati guidati soltanto da uomini. «Poi mi fecero iniziare e da lì sono partita. E sono arrivata fino a oggi». Pregiudizi veri e propri, dice, non ne ha incontrati. «Apparentemente no. Forse qualcuno avrà pensato qualcosa, ma non me l’ha mai fatto pesare. Ho sempre cercato di fare il mio lavoro nel migliore dei modi».

Nel frattempo il mestiere è cambiato profondamente. Sono cambiati i mezzi, la tecnologia e perfino la città. «Quando ho iniziato c’erano molte più attività manuali. Oggi il servizio è diverso, Grosseto è cresciuta e si è allargata. Per questo negli anni è aumentato anche il numero degli autisti, indipendentemente dal fatto che fossero uomini o donne». Quella che allora era un’eccezione è diventata una normalità. Oggi diverse donne guidano i mezzi aziendali, segno di un cambiamento che il settore ha vissuto nel tempo.

A chi oggi si trova a scegliere una professione tradizionalmente considerata “da uomini”, Baldon lascia un messaggio semplice: «Tutti i lavori sono importanti. Se vengono svolti con dignità, vanno bene tutti. Questo è un lavoro necessario, anche complesso, e merita rispetto come qualsiasi altro». Quanto all’ultimo giorno, le emozioni non sono mancate. «È stato intenso, ma l’ho vissuto con più leggerezza. In realtà il giorno più bello è stato quello precedente, quando ci sono stati i saluti dei colleghi». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano

Lavoro

Posto fisso nella pubblica amministrazione: oltre 1.300 assunzioni a tempo indeterminato – Cosa c’è da sapere

di Redazione web
Speciale Scuola 2030