A Principina con la Bandiera blu ritorna il divieto di balneazione
Le analisi Arpat hanno rilevato sforamenti di escherichia coli
GROSSETO. La Bandiera Blu issata sul litorale, ma con il cartello di divieto di balneazione piantato sulla spiaggia. Succede a Principina a Mare, dove il Comune di Grosseto ha dovuto disporre il temporaneo stop ai bagni (pur avendoci già pensato il brutto tempo) dopo gli ultimi rilevamenti effettuati da Arpat sulle acque di balneazione. Secondo i monitoraggi del 12 maggio infatti nel tratto di mare interessato sarebbe stata rilevata una concentrazione troppo elevata di escherichia coli: 1314 mpn per 100 millilitri d’acqua, ben oltre il limite fissato dalla legge a quota 500. Da qui il provvedimento emesso dal Comune, in attesa dei campionamenti suppletivi che dovranno stabilire se i parametri siano rientrati nella norma.
Una situazione che inevitabilmente fa discutere perché arriva a pochi giorni dalla conferma della Bandiera Blu per la località balneare grossetana. Da una parte quindi il riconoscimento internazionale assegnato alle spiagge considerate virtuose, dall’altra il divieto temporaneo di fare il bagno. Due aspetti che però tecnicamente non sono in contraddizione.
La Bandiera Blu infatti non certifica esclusivamente la qualità delle acque marine, ma prende in considerazione una serie molto ampia di parametri: servizi offerti, raccolta differenziata, accessibilità, mobilità sostenibile, gestione ambientale e sicurezza delle spiagge. Inoltre il divieto disposto dal Comune non è permanente, ma legato a un episodio circoscritto e temporaneo. Non è nemmeno la prima volta che accade in questa stagione. Già il mese scorso lo stesso tratto di litorale era stato interessato da un analogo stop alla balneazione, poi rientrato nel giro di pochi giorni dopo il ritorno dei valori entro i limiti previsti.
I controlli di Arpat vengono effettuati periodicamente durante tutta la stagione balneare, da aprile a settembre, per verificare la presenza di batteri potenzialmente nocivi per la salute umana. In particolare i tecnici monitorano due parametri microbiologici: escherichia coli ed enterococchi intestinali. Quando uno dei valori supera le soglie consentite, l’agenzia regionale trasmette immediatamente i risultati al Comune competente, che emette il divieto temporaneo di balneazione. Successivamente vengono effettuati i cosiddetti campionamenti suppletivi, generalmente entro le 48 ore successive. A quel punto possono verificarsi due scenari: se i parametri rientrano nei limiti di legge il Comune revoca il divieto; se invece i valori restano elevati proseguono ulteriori controlli ogni 24 ore fino al ripristino della normalità.
Va inoltre precisato che questi monitoraggi riguardano esclusivamente l’aspetto microbiologico delle acque e non quello chimico. In questo senso, vale ricordare che le acque di Principina a Mare hanno ricevuto, anche per quest’anno, la classificazione “eccellente”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
