L’inchiesta
Meningite in Toscana, dopo il caso di un bambino ci sono 60 persone rintracciate: la situazione
Le parole del sindaco: «Siamo in un piccolo paese ed è inutile fare i segreti di Pulcinella, è bene che informiamo la cittadinanza dicendoci le cose per quello che sono»
PITIGLIANO. Sono circa sessanta le persone che sono state rintracciate, a partire dall’Area del Tufo dopo l’emersione di un caso di meningite batterica a Pitigliano, in provincia di Grosseto.
L’annuncio del sindaco Gentili
«Mi preme fare una comunicazione», preannuncia il sindaco Giovanni Gentili in un video affidato martedì 12 maggio ai canali social dell’ente: è il territorio che lui amministra quello nel quale era stato individuato il minorenne contagiato da sepsi meningococcica di cui l’Asl aveva dato notizia (parlando in modo generico di «provincia di Grosseto»).
Il chiarimento sulla provenienza del caso
Ed è proprio dalla nota diffusa dall’azienda sanitaria che parte il primo cittadino. «Siamo in un piccolo paese ed è inutile fare i segreti di Pulcinella, è bene che informiamo la cittadinanza dicendoci le cose per quello che sono», premette, e quindi spiega che il ragazzo studia e vive a Pitigliano, a nome del Comune si stringe a lui e alla sua famiglia augurando un percorso di pronta guarigione con un decorso favorevole e che possa rientrare presto in paese.
Il tracciamento dei contatti e la profilassi
A Gentili, ribadisce, preme rassicurare la popolazione sulla rapidità dell’Asl nell’intervenire e sulla professionalità del dipartimento di Prevenzione: «Appena è emerso il caso hanno tracciato, nel giro di pochissime ore, anche grazie all’aiuto della famiglia e della scuola, circa sessanta contatti più o meno stretti», e che nella mattina di martedì 12 maggio sarebbero stati sottoposti a profilassi antibiotica preventiva», volta a scongiurare la contrazione della Neisseria meningitidis.
Vaccinazioni e precauzioni aggiuntive
Molti dei contatti, precisa il sindaco, erano già vaccinati: fattore che argina il contagio. Ma l’azienda sanitaria ha tenuto a prendere precauzioni ulteriori rispetto alle indicazioni del ministero della Salute «allargando un po’ il raggio» e considerando un limite di ore più basso di permanenza dei contatti stessi in un luogo chiuso con il paziente. Il paragone efficace è quello con il Coronavirus.
Nessuna quarantena e scuole aperte
«Questa situazione non prevede quarantene», sottolinea ancora il primo cittadino, ma prevede – appunto – “solo” la profilassi, e rassicura: «In casi analoghi non sono state chiuse le scuole, quindi anche noi non chiuderemo le scuole». Decisione partorita al termine di un lungo confronto con l’Asl nei due giorni (lunedì e ieri) perché «non avrebbe senso».
L’auspicio del sindaco
Gentili si congeda con l’auspicio di non dover dare ulteriori aggiornamenti, segno che l’azione dell’azienda sanitaria sarà stata efficace (oltre che efficiente).
Che cos’è la sepsi meningococcica
La sepsi meningococcica è una malattia infettiva grave causata dal batterio Neisseria meningitidis, detto meningococco. Può manifestarsi come meningite (infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale), come sepsi (infezione grave del sangue) o in forma combinata.
La prevenzione tramite vaccinazione
La malattia meningococcica è prevenibile attraverso la vaccinazione. Il calendario vaccinale prevede nei bambini e nell’adolescenza l'offerta gratuita del vaccino contro i sierogruppi Acwy e del vaccino anti-meningococco B. La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per proteggere la popolazione, in particolare i bambini e i giovani adulti.
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