Follonica, ecco i primi divieti di balneazione: «Ma il nostro mare è eccellente» – Le probabili cause e il tratto interessato
Troppi batteri in mare, interdetti due chilometri di litorale. Arpat sta conducendo ulteriori campionamenti
FOLLONICA. Arriva la bella stagione, quella che invoglia a tornare al mare e per i più temerari anche a fare il primo tuffo del 2026. Solo che in alcuni tratti a Follonica non si può fare. E non perché l’acqua sia ancora fredda; ma perché ci sono i primi divieti di balneazione della stagione. Il tratto interessato corre dalla scogliera davanti a via Isola di Cerboli fino alla foce del torrente Cervia: circa 2 chilometri di arenile suddivisi nelle aree di campionamento denominate “Marina di Follonica ovest” e “Est foce Cervia”.
Qui i tecnici di Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno svolto i primi controlli dell’anno sulle acque di balneazione; una routine che si ripete tra primavera ed estate con cadenza mensile, proprio per vedere se in acqua non vi siano batteri nocivi per la salute dei bagnanti. E infatti, dai campioni prelevati il 13 aprile sono emerse concentrazioni superiori ai limiti di escherichia coli, nella zona ovest, e di enterococchi intestinali, nella zona della foce.
Da qui l’ordinanza di divieto firmata il 16 aprile dal sindaco Matteo Buoncristiani. Un provvedimento cautelativo, destinato a rientrare nel giro di pochi giorni: l’Arpat effettuerà infatti nuovi campionamenti per verificare il ritorno dei parametri entro la norma.
Tra le cause più probabili di questi sforamenti secondo il vicesindaco e assessore all’ambiente Danilo Baietti ci sono le condizioni meteo degli ultimi giorni. «Arpat fa prelievi di routine – spiega – ma se questi avvengono a ridosso di periodi piovosi il rischio è trovare delle anomalie, visto che l’acqua porta a mare tutto quanto. Con le piogge si riversano anche gli scoli di acque bianche e dalle campionature emergono valori alterati».
Una situazione che, sottolinea, è spesso temporanea: «Si tratta di chiusure veloci, è probabile che già nelle prossime ore i nuovi esami riportino i valori nella norma». Resta però il tema dell’impatto sull’immagine in un momento in cui arrivano i turisti in città e all’ingresso della spiaggia vedono il cartello del divieto. «Sicuramente è un problema – ammette Baietti – ma l’ordinanza viene emessa a tutela del cittadino. È giusto così». Anche perché la stagione balneare non è ancora entrata nel vivo: il piano di salvamento non è attivo e complice anche il clima ancora variabile in spiaggia si vedono più persone a passeggio che in acqua. «Ricordo – conclude Baietti – che la qualità delle nostre acque è eccellente».
Una lettura condivisa anche dagli operatori. Alessandro Gandi, presidente di Assobalneari Follonica, individua nell’origine dei fenomeni una combinazione di fattori: «Dalla zona dell’hotel Boschetto (cioè la sua struttura) fino a Pratoranieri il problema nasce dalla movimentazione di sabbie e alghe nei fossi e da alcuni lavori. A questo si aggiunge l’acqua che arriva dai campi, con fertilizzanti, e poi i giorni di pioggia. Anche l’anno scorso era successo nello stesso periodo». Gandi invita comunque alla prudenza nelle interpretazioni: «Quando questi episodi avvengono dopo le piogge è abbastanza normale. La vera preoccupazione è quando non piove e i valori sballano, perché lì si può pensare a sversamenti abusivi. È già successo».
Intanto, sottolinea, i controlli sono già in corso: «Arpat ha 72 ore per ripetere le analisi. Tra oggi e domani vedremo se il divieto verrà revocato».
Nel frattempo, la presenza del cartello di divieto può generare qualche perplessità tra i turisti, soprattutto per chi non conosce le dinamiche locali. «A vederlo fa effetto – conclude Gandi – ma in questo periodo incide poco. La gente è ancora vestita, si passeggia più che fare il bagno». A rassicurare, comunque, è il quadro generale. Lo stesso ente regionale ha confermato in questi giorni per il 2026 la qualità “eccellente” delle acque in tutti e sette i tratti del litorale follonichese.
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