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Grosseto, svuotano cantine a pagamento e scaricano la spazzatura in pineta

di Elisabetta Giorgi
La discarica
La discarica

Indagini dei carabinieri forestali, quattro denunce in Procura. Per la maxi-discarica, sarebbero finite nei guai persone a vario titolo tra smaltitori abusivi e proprietari dei rifiuti

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PRINCIPINA A MARE. Sono di fatto “svuotacantine”: arrivano – su chiamata – con un furgone. Caricano mobili vecchi, elettrodomestici rotti, scatoloni pieni di oggetti accumulati negli anni, scacchiere e vecchi caschi, scarpe impolverate e sdrucite. In cambio chiedono qualche centinaio di euro e promettono di liberare cantine, soffitte e appartamenti da tutto ciò che non serve più. È un servizio che in molte città (dal Lazio all’Umbria alla Liguria) circola attraverso il passaparola o annunci improvvisati, anche sui social, spesso senza autorizzazioni né garanzie sul destino dei rifiuti. Poi però quel che scompare dalle case riappare altrove, per esempio nei boschi, nelle pinete e nelle campagne o ai margini di strade sterrate, proprio come successo nella pineta di Principina a Mare in questi mesi.

Qui i carabinieri forestali sono intervenuti su una maxi discarica abusiva e 4 persone sarebbero state denunciate alla Procura della Repubblica. Per quanto è stato possibile ricostruire il gigantesco cumulo di rifiuti, tuttora visibile, sarebbe il risultato di una serie di svuotamenti di cantine effettuati a pagamento, con materiali raccolti che, anziché essere conferiti nei centri autorizzati, sarebbero stati appunto scaricati illegalmente in pineta a Principina, trasformando un meraviglioso angolo di natura (tra gli altri in piena proprietà privata) in un enorme deposito abusivo di spazzatura. Siamo a circa 400 metri dal campeggio pubblico dato in affitto da Sistema a una società privata; impresa che di certo non gioisce per ciò che altri hanno prodotto nelle vicinanze.

Un percorso magnifico immerso in pineta costeggia il camping; peccato che si spalanchi poi – sulla destra – la gigantesca discarica in cui affiora di tutto. Ci sono – tra le tante cose – una scacchiera, scarpe consumate, vecchie sdraio da spiaggia. Un casco nero da moto. Borsoni consumati; uno blu con il logo di una pizzeria; altri da palestra. Ventilatori. Parecchi sacchi di plastica, giochi da tavolo, coperte, un orologio da parete. Una borsa da lavoro. Tavolini rotti. Riviste, giornali, cartoni inservibili, accessori rotti da cucina. Un campionario immenso, migliaia di cose, oggetti che nascondono storie di vita e che all’apparenza sembrano stati tirati fuori (appunto) da qualche soffitta o qualche cantina o armadio.

Il Comune ne è a conoscenza. «Sappiamo che c’è questa discarica», dice l’assessora Erika Vanelli, spiegando che «c’è un’inchiesta in corso per risalire al responsabile o ai responsabili. L’area è stata già presa in esame, tant’è che è delimitata dal nastro che avete visto. Siamo in attesa di capire come evolverà la situazione e poi di sicuro interverremo: è chiaro che, pur essendo l’area privata, è talmente degradata che come Comune non la lasceremo certo in quelle condizioni; al momento non possiamo farlo perché attendiamo l’esito delle indagini, poi potremo intervenire noi come Comune, ripulendo l’area e rivalendoci in danno sul responsabile o sui responsabili».

Le persone individuate dai carabinieri forestali e denunciate all’autorità giudiziaria sarebbero coinvolte a vario titolo nel reato ambientale. Sia come svuotacantine a pagamento che ritirano rifiuti per smaltirli illecitamente, sia come proprietari dei rifiuti che avrebbero pagato e consentito l’illecito.

«La discarica è lì da tempo – dice uno storico frequentatore di Principina che l’ha segnalata giorni fa al Tirreno – ed è uno scempio. Io me ne sono accorto i primi di febbraio mentre facevo una passeggiata», dice. Lui è Giuliano Rabiti, amante della frazione da sempre: ne conosce bellezze e degrado «ed è un peccato – dice – che la frazione non venga mantenuta nella bellezza e nel decoro che merita. Ogni volta abbiamo a che fare con qualche problema». Lo stato malconcio della pineta, gli abbandoni dei rifiuti che restano lì troppo a lungo, le strade malmesse tra buche e voragini.

Negli anni il Comune è intervenuto da più parti, nelle strade e nella pineta, ma molto altro resta da fare. E Rabiti ha sempre puntualmente segnalato di tutto. Stavolta è il turno di questa immensa isola di spazzatura in uno spiazzo della pineta finita sotto le attenzioni delle forze dell’ordine e del Comune. 

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