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Grosseto, uomo ferito al volto e sotto choc: soccorso dalla dottoressa (in pausa)

di Redazione Grosseto

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La professionista: «Ho fatto quello che ritenevo necessario». Ecco cos’è successo

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GROSSETO. «Ho fatto quello che ritenevo necessario», racconta, chiedendo l’anonimato, la dottoressa che nel primo pomeriggio di ieri – 24 febbraio – ha soccorso l’uomo che si era presentato davanti al bar pasticceria Montanelli, all’incrocio tra le vie Benisperi e Battisti, con il volto sporco di sangue.

Il ferito era comparso all’improvviso tra lo scalpore dei clienti e del personale del locale, chiedendo aiuto in un italiano stentato. La professionista, che in quel momento si trovava in pausa pranzo (non avrebbe iniziato il turno pomeridiano allo studio che poco dopo), si è alzata e gli è andata incontro: «Era molto agitato. Gli ho tamponato la fronte e ho chiamato il 118». Gli è rimasta accanto finché sul posto sono arrivati i paramedici e i carabinieri.

Le condizioni dell’uomo, un quarantenne di origine straniera, per fortuna non sarebbero gravi (tantomeno sarebbe in pericolo di vita). Il taglio è stato suturato mentre i militari hanno avviato le indagini per stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe rimasto coinvolto pochi minuti prima in un’aggressione avvenuta in un negozio per uomini che si trova nelle vicinanze, raggiunto al volto forse da un coltello o da un paio di forbici: sebbene al momento gli investigatori non possano escludere alcuna ipotesi, pare che alla base di tutto ci possa essere stato un diverbio degenerato in una lite violenta.

Il ferito, a giudicare dalle tracce ematiche lasciate lungo la strada (una vera e propria scia), sarebbe fuggito dal negozio dopo aver avuto la peggio, in cerca di aiuto, capitando infine davanti al locale; tracce che sono poi state lavate via una volta che i carabinieri hanno completato gli accertamenti.

Alla dottoressa, infine, rimane l’interesse in merito alla salute dell’uomo che ha soccorso in un pomeriggio fuori dal comune: «Era sotto choc e armeggiava con il telefono, non mi era chiaro se chiamava o faceva video. Ma vorrei sapere come sta», ci assicura alla fine del turno in ambulatorio.

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