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La luce dopo il buio

Morto a 29 anni in campo, è nato il figlio di Matteo – Commozione e campane a festa a Porto Ercole

di Ivana Agostini

	Matteo Legler
Matteo Legler

Un raggio di speranza in paese dopo la tragedia avvenuta due mesi fa. Il parroco don Adorno Della Monaca in un video: «Diventa grande e spacca tutto»

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PORTO ERCOLE. È un suono pieno di gioia quello delle campane di Porto Ercole che, oggi all’ora di pranzo, hanno spezzato la quiete di una giornata piovosa e grigia.

Un suono melodioso che ha invaso il paese di felicità e speranza facendo arrivare il sole anche se nella realtà era coperto ancora dalle nuvole: questa mattina è nato Gioele, il figlio di Matteo Legler, morto il 4 dicembre a soli 29 anni per un malore mentre stava per giocare una partita, e della sua compagna Ginevra Fois. E come accade da 24 anni, le campane hanno suonato a festa.

Stavolta quel suono ha avuto un “sapore” speciale perché da circa due mesi Gioele era atteso come segno di speranza e di rinascita. È stato il parroco di Porto Ercole don Adorno Della Monaca ad annunciare il lieto evento. Lo ha fatto in un modo e con parole che sono arrivate dritte al cuore di ogni parrocchiano. Parole colme d’amore per una vita chiamata a restituire serenità a chi ha perso un figlio e adesso potrà gioire per l’arrivo di un nipote.

Don Adorno ha registrato un video per consegnare ai posteri un momento importante per le famiglie dei genitori e dei parenti ma anche per tutta la comunità. «Ogni volta che nasce un bambino – ha detto don Adorno – da 24 anni qui a Porto Ercole si suonano le campane a festa e da qualche anno (quando è possibile) si fa anche un video. Il motivo è semplice: ogni nuova nascita è una festa. Ma questo video, a grande richiesta, l’ho anche pubblicato sulla pagina della Parrocchia perché Gioele, quando sarà grande, dovrà sapere che questo paese ha fatto festa per lui, alla sua nascita, come due mesi prima aveva fatto una grande festa, perché c’era tutta Porto Ercole per il suo babbo (il giorno del funerale di Matteo Legler un'intera comunità si era stretta intorno alla famiglia, ndr). E in quella festa tra le lacrime si guardava a quel bambino e da quella creatura si attendeva la gioia, il sorriso, la festa di oggi. Chiedo perdono a Gioele se nel video ho messo anche la mia faccia. Non l’ho fatto per orgoglio o esibizionismo. Volevo che da grande, quando io non ci sarò più, lui potesse vedere il parroco che ha suonato le campane a festa per lui. Gioele sentirà Porto Ercole come una famiglia intorno a lui. Ci renderà orgogliosi di avere un figlio come lui. Caro Giole – conclude il parroco – diventa grande e spacca tutto».


 

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