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Il caso

Balneari, il presidente di Grosseto pronto a lasciare il comitato toscano

di Maurizio Caldarelli
Balneari, il presidente di Grosseto pronto a lasciare il comitato toscano

Daniele Avvento (Sib) solidale con il collega Nencetti espulso a Livorno

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GROSSETO. Daniele Avvento, il presidente del Sib, il sindacato Balneari della provincia di Grosseto, convocherà nelle prossime ore i titolari degli stabilimenti balneari, per condividere con loro la decisione di abbandonare il comitato regionale del Sib, che raggruppa le province Grosseto, Lucca-Massa, Pisa e Livorno, dopo che è diventata definitiva l’espulsione, da parte della Confcommercio, di Alberto Nencetti, il 62enne presidente di Livorno del comitato toscano.

«La notizia dell’espulsione del collega Nencetti, al quale va la mia solidarietà, stima e fiducia è arrivata come un fulmine a ciel sereno», dice il dirigente santostefanese dei Balneari. Avvento è in carica ormai da quasi cinque anni, quando prese il posto del dimissionario Enrico Franceschelli. «Per il Sib Grosseto – tiene a precisare Gabriella Orlando, direttrice provinciale della Confcommercio – non cambia niente. Daniele Avvento rimane in carica fino alla prossima assemblea, che potrà rinnovargli l’incarico. Se i colleghi degli stabilimenti lo riterranno giusto, potrebbero cambiare solamente i rapporti con il comitato regionale».

La storia è questa. Il 27 giugno scorso Alberto Nencetti è stato espulso da Confcommercio, di cui era socio e per la quale ricopriva l’incarico di presidente del Sib di Livorno e della Toscana ed era componente del consiglio direttivo nazionale e della giunta del sindacato per «condotte e comportamenti reiterati, in palese violazione dei principi fondatori e regolatori dell’associazione, violazioni che preventivamente e in diverse occasioni erano state anche segnalate dai vari esponenti dell’organizzazione sindacale».

Il sessantaduenne balneare cecinese Alberto Nencetti, alle Gorette titolare dell’Ippocampo, dopo l’allontanamento per divergenze sul contratto dei bagnini e in merito alle decisioni prese nei confronti di alcuni associati ha proposto causa d’urgenza allo stesso collettivo di categoria chiedendo di «annullare con effetto immediato l’efficacia del provvedimento» e di «astenersi dall’adottare, eseguire o pubblicare ulteriori provvedimenti e comunicazioni lesivi della sua immagine e del suo ruolo». L’ordinanza del giudice Scaramuzzino non entra nel merito della vicenda ma boccia semplicemente l’iter scelto: il ricorso d’urgenza al tribunale civile. È per questo che l’ex presidente dei balneari di Confcommercio Livorno potrebbe proporre ricorso per via ordinaria con tempi sicuramente più lunghi, ma con una valutazione che andrà nel merito di quanto accaduto in seno all’associazione. 
 

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