Grosseto, cade dal balcone: gravissimo un 13enne. S’indaga sulla dinamica
Il bambino è ricoverato all’ospedale Meyer. Ambulanza e automedica accorse sul posto insieme alla polizia che ha ascoltato un parente del ragazzino
GROSSETO. Gli occhi brancolano nella luce dei lampioni cercando di capire da dove provengano quei lamenti di dolore. Poi lo trovano: lì a terra c’è un bambino (farà la scuola media, non di più), ferito e sporco di sangue, che si muove appena; in una mano stringe qualcosa. Scatta l’allarme e si apre un giallo.
Siamo a ridosso del centro storico, non troppo distante dalle mura. La mezzanotte che separa venerdì da sabato è passata da una mezz’ora, ma è un afoso fine settimana e c’è ancora qualcuno in giro a cercare un po’ di refrigerio. Ogni tanto passa un’auto o un motorino, ma per il resto chi cammina da quelle parti sente solo il rumore dei propri passi e qualche schiamazzo in lontananza; e quei lamenti, che stanno attirando più di una persona.
In breve tempo, lato strada rispetto alla cancellata che separa la corte condominiale dal marciapiede, si crea un piccolo capannello di gente che cerca di rassicurare il ragazzino come può, a distanza, dicendogli che i soccorsi stanno arrivando e che andrà tutto bene. Per vedere meglio ci si aiuta con le luci dei cellulari: Lui è raggomitolato sul terreno ai piedi di una grossa pianta sulla quale affacciano i terrazzi del palazzo, in una posizione scomposta e innaturale; la magliettina è macchiata e strappata, in mano ha quello che sembra un telecomando.
Sul posto ambulanza e automedica. E la polizia di Stato. I paramedici visitano il bambino e poi lo adagiano delicatamente sulla barella, caricata a bordo del mezzo. Luce e motore acceso, è lì che il piccolo paziente riceve le prime cure. Lampeggianti accesi, i due mezzi ripartono poi in direzione dell’ospedale Misericordia.
«Rimaniamo “accanto” al ragazzino per circa un quarto d’ora circa prima che dal condominio si faccia vivo qualcuno», raccontano alcune delle persone che sono in strada, aggiungendo che «soltanto dopo esce un ragazzo di qualche anno più grande dicendo di essere il cugino. Gli agenti vogliono parlare con lui e lui spiega loro di aver lasciato il bambino, tredicenne, che era in camera; poi, quando si è accorto che non c’era più, ha iniziato a cercarlo. Finché non è sceso e non lo ha trovato, anche lui, lì in terra. Spiega che il cugino tredicenne dev’essere caduto dal terzo piano; lo fa senza dare idea di essere particolarmente agitato».
I lampeggianti attirano alle finestre un po’ di gente ancora, e qualcuno si affaccia anche da un balcone del condominio, più in alto, le mani sul volto. «Abbiamo la netta impressione che siano delle parenti, ma nessuna di loro accorre per vedere come sta il ragazzino. Una scende fino in giardino ma solo per un attimo, poi risale subito», raccontano ancora alcune delle persone che ormai stanno per rientrare a casa, ché restare lì ormai non serve a molto.
Il piccolo paziente – si apprende – è stato ricoverato al presidio sanitario dell’azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze, in gravi condizioni.
