Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Ztl, prende 53 multe a Grosseto: il giudice gliene fa pagare una sola

di Elisabetta Giorgi

	Il varco della Ztl di Porta Corsica sotto il quale molti grossetani sono transitati con il pass scaduto (foto Bf)
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Il varco della Ztl di Porta Corsica sotto il quale molti grossetani sono transitati con il pass scaduto (foto Bf)

Prosegue il braccio di ferro a suon di ricorsi tra i sanzionati e il Comune

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GROSSETO. Una grossetana dovrà pagare solo una multa su 53. «La colpa è unica», ha deciso il giudice di pace di Grosseto (uno dei quattro che si occupano della stessa faccenda: il pasticcio della Ztl del varco di porta Corsica), annullando 52 verbali su 53 alla proprietaria di un garage che a giugno del 2022 era entrata in centro storico con il pass scaduto.

L’ormai noto corto circuito riguarda sempre i vecchi permessi per la zona a traffico limitato rilasciati dal Comune tra il 2015 e il 2016, che sarebbero durati 5 anni ma che, per effetto delle proroghe del Governo legate al Covid, erano stati estesi fino a coprire tutto giugno 2022, per cui i vecchi pass per il centro storico andavano rinnovati da quella data in poi. In molti persero di vista la scadenza e al varco di porta Corsica presero a fioccare dopo qualche tempo (non subito) le multe. Decine, anche centinaia a testa (un commerciante ne prese oltre 200). Sono poi partiti i ricorsi, sia tra i commercianti che tra i privati cittadini. A occuparsene sono oggi 4 giudici di pace diversi, con sentenze dagli esiti differenti: far pagare una multa sola più le spese per violazioni ripetute e contigue, oppure una multa al giorno, o una multa la mattina e una al pomeriggio, quindi due al giorno?

La sentenza di cui diamo notizia oggi riguarda una residente in centro storico e proprietaria di garage che, come altri concittadini, aveva perso di vista la scadenza del pass. Il 29 agosto le era arrivato il primo verbale. Il giorno dopo aveva subito provveduto a mettersi in regola. I restanti verbali (52) le erano stati notificati tutti insieme il 16 settembre, sempre riguardo a violazioni commesse a fine giugno e di cui non aveva potuto accorgersi subito in quanto la prima sanzione le sarebbe arrivata due mesi dopo. Di qui il ricorso. La proprietaria – assistita dall’avvocato Giovanni Gori – aveva subito fatto presente di risiedere e di essere proprietaria del garage all’interno della Ztl, per cui aveva ritenuto impropria l’affermazione che si trattasse di un “accesso abusivo”; né aveva ricevuto dal Comune alcuna comunicazione di scadenza del permesso al 29 giugno 2022. Il Comune ha tenuto il punto, ribadendo che il veicolo non era munito di permesso per accedere alla Ztl.

Il giudice di pace ha fatto proprie le argomentazioni di un giudice del tribunale di Reggio Emilia risalenti al 2014, il quale aveva sottolineato come «il rilievo di colpa che può essere mosso all’automobilista è unico, integrato dal fatto di aver dimenticato di rinnovare, pur avendone diritto, il permesso di circolazione»; per cui «le successive violazioni traggono origine unicamente dalla precedente omissione» e non mettono in evidenza, «se prese singolarmente, la coscienza e volontà di porsi in contrasto con l’ordinamento, come conferma il fatto che, dopo la notifica della prima contravvenzione, il permesso è stato rinnovato e nessun altro accesso ingiustificato si è avverato». Per il giudice di pace grossetano, anche nel caso odierno si verificherebbero le stesse condizioni, con la «mancanza di coscienza e volontà» di reiterare le infrazioni, il che avvalorerebbe la circostanza che «la colpa sia unica» e legata al fatto di aver dimenticato di rinnovare il permesso. Il giudice conferma il primo verbale ricevuto il 30 giugno e già pagato, e annulla gli altri 52 con spese compensate tra le parti. 




 

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