Il Tirreno

Grosseto

Le indagini

Grosseto, quindicenne ferito con il coltello: identificato l'aggressore. Don Capitani: «Incapaci di insegnare rispetto reciproco»

di Matteo Scardigli

	L'ospedale di Grosseto
L'ospedale di Grosseto

Il ragazzino coetaneo della vittima sarà segnalato all’autorità giudiziaria per lesioni

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Grosseto È stato identificato il ragazzino che nel pieno pomeriggio di sabato aveva ferito al braccio un coetaneo quindicenne sulle Mura Medicee per poi allontanarsi prima dell’arrivo dei lampeggianti.

Il fatto è avvenuto nella zona del bastione della Rimembranza intorno alle 17,15. Sul posto erano intervenuti i soccorritori della Croce rossa e gli agenti delle Volanti. I primi avevano trovato il ferito, cosciente e vigile, appoggiato di schiena al muro proprio davanti al palazzo della guardia di finanza: con lui un amico, che gli aveva tamponato la ferita con un fazzolettino. I secondi avevano ascoltato le testimonianze del gruppo di giovanissimi che aveva assistito a tutta la scena.

Cosa è successo

Questi ultimi avevano raccontato che il primo, residente nel territorio di un Comune dell’entroterra, era venuto in città per passare un pomeriggio tranquillo in compagnia tra le vie del centro storico e le Mura. Tra il verde del bastione, tuttavia, fra i due era scoppiata una lite, forse per una ragazzina “contesa”. Tra l’altro non sarebbe stato, quello di sabato, il primo scontro fra i ragazzini; che frequentano lo stesso istituto superiore della città. Fatto sta che dalle parole si era passati alle mani, poi era venuto fuori un oggetto tagliente impugnato dall’uno e rivolto contro l’altro: nel parapiglia il secondo aveva riportato una ferita all’avambraccio destro alzato per difendersi.

Le indagini e l'individuazione dell'aggressore

Il ferito, non grave, era stato portato al Misericordia e affidato al personale del reparto di pediatria. Nel frattempo i poliziotti avevano avviato le attività di indagine; instradate dalle testimonianze e facilitate dalla presenza delle telecamere del circuito di pubblica sorveglianza presenti nella zona.

È così che, a stretto giro di posta, è stato possibile rintracciare il primo ragazzino; che è stato ascoltato e prossimamente sarà segnalato all’autorità giudiziaria per lesioni. Nel frattempo, il ferito è stato dimesso dall’ospedale e ha già potuto fare ritorno a casa, e già domenica era in giro per le vie del paese.

La riflessione di don Capitani

L’ennesimo episodio di caos sulle Mura Medicee tra giovani e giovanissimi spinge don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana, all’ennesima – a sua volta – riflessione.

«Pongo una domanda a noi che siamo il mondo degli adulti: quando diremo basta a situazioni di questo genere?», premette il sacerdote, che poi spiega: «È a noi che manca la sensazione di aver raggiunto il limite, andiamo avanti pensando con leggerezza. Ci diciamo “cosa vuoi che sia, abbiamo fatto tutti stupidaggini a quell’età”, o “non è mio figlio, non mi riguarda”, oppure ancora “fanno bene a risolvere certe questioni tra di loro”. Ma finché continueremo a giustificare la nostra impotenza e la nostra mancanza di trasmissione del concetto di rispetto reciproco non c’è argine che tenga. I ragazzi sono preda di impulsi negativi, e in un modo o nell’altro la rabbia sfocia in atteggiamenti inconsulti».

Il “comandamento” di don Enzo è diretto: «Finché noi non saremo capaci di insegnare loro il rispetto, ma soprattutto a chiamare per nome quegli impulsi (la gelosia, l’invidia, la rabbia), finché non li educheremo a contenerli loro ne saranno in balìa».


 

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